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Teramo, si schiantò con lo scooter contro un autobus: al via il processo

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 9:46

Teramo. Matteo Ceci, 34 anni, di Crognaleto morì ad agosto del 2014 dopo essersi schiantato contro un autobus con la moto nella galleria di Piaganini, sulla statale 80.

Una morte per la quale questa mattina si è aperto il processo davanti al giudice Franco Tetto, processo che vede imputati per omicidio colposo sia l’autista dell’autobus sia un caponucleo dell’Anas.

La tragedia in cui perse la vita Ceci si verificò in pochi minuti quando il ragazzo, che si trovava in moto insieme ad un amico, imboccò la galleria di Piaganini dove perse il controllo del mezzo, molto probabilmente a causa dell’asfalto bagnato, venendo sbalzato dalla moto e schiantandosi contro un autobus che procedeva in senso opposto. Uno schianto che gli fu fatale.

Una morte per la quale il gup Domenico Canosa aveva rinviato a giudizio per omicidio colposo sia l’autista dell’autobus che il caponucleo competente per quel tratto di strada.

Quest’ultimo, infatti, secondo l’accusa,non avrebbero rilevato e segnalato, come si legge nel capo d’imputazione, “il pericolo rappresentato dal ristagno di acqua nel predetto tratto di strada” ed in ogni caso non si sarebbe adoperato per mettere in atto i relativi interventi volti ad eliminare o ridurre le infiltrazioni.

Dopo l’ammissione dei mezzi di prova il processo è stato rinviato a giugno per la successiva udienza. La famiglia di Ceci, che si è costituita parte civile, è rappresentata dagli avvocati Giuseppe Gliatta e Gianluca Sabatini.

Sempre per la morte di Ceci nei prossimi giorni comparirà davanti al gup per l’udienza preliminare un altro dipendente dell’Anas, all’epoca responsabile della manutenzione ordinaria sui tronchi stradali gestiti dal compartimento Anas della Regione Abruzzo per il quale il pm,dopo il rinvio degli atti da parte del gup nell’udienza in cui sono stati rinviati a giudizio gli altri due imputati, ha chiesto il processo.

A quest’ultimo vengono mosse le stesse contestazioni già rivolte al caponucleo.

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