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Sant’Egidio, edifici scolastici: dopo le polemiche partono verifiche di vulnerabilità sismica

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 14:32

Sant’Egidio alla Vibrata. Una determina per avviare le verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici.

 

E’ il percorso avviato dal Comune di Sant’Egidio alla Vibrata, dopo il sisma del 24 agosto e soprattutto dopo le precise richieste avanzate dai genitori. A darne notizia è l’avvocato Orlando Coco anche in rappresentanza del “comitato sicurezza scuole Sant’Egidio”.

 

 

La questione, come è noto, ha monopolizzato nelle ultime settimane le discussioni a livello cittadino.

 

“Questo comprova”, sottolinea Orlando Coco, “ma sarebbe già dovuto essere chiaro a tutti visto che parliamo non di un capriccio ma di norme, che quanto dichiarato dal Comune, dal Sindaco anche a mezzo stampa o da chiunque altro, dentro e fuori la scuola, ovvero che erano state fatte le verifiche e che le scuole sono sicure, non era corrispondente al vero, poiché non avendo fatto le relative verifiche previste dalla normativa non erano in possesso dell’indice di rischio sismico ovvero di indicatore del rischio di collasso in caso di sisma. Si rassicurava la credulità popolare con la mera agibilità.

 

Operazione che però non sembra ancora soddisfare i comitato.

 

Ora, meglio tardi che mai, meglio poco che niente, ma la valutazione che si sono decisi a fare è speditiva e continua a non essere sostitutiva della valutazione della sicurezza da eseguirsi ai sensi delle NTC 2008, obbligatoria ai sensi dell’OPCM 3274 del 2003.

 

Pertanto i bambini (e il personale della scuola) visti i crolli o distacchi, sono stati esposti e potrebbero a tutt’oggi essere ancora a rischio, considerato anche il persistere dell’omissione delle verifiche a norma.

Quindi ancora si chiama a rispondere chi è responsabile come rappresentante del Comune e della Direzione Scolastica.

Il metodo speditivo RE.SI.STO, applicato alle verifiche scelte la settimana scorsa dal Comune di Sant’Egidio, innanzitutto aveva senso per quelle Pubbliche Amministrazioni che hanno da valutare numerosi, centinaia di edifici. Qui a Sant’Egidio alla Vibrata parliamo di 8 edifici da controllare (non saranno oggetto di verifica, come specificato dalla suddetta Determina, il Plesso vecchio Paolantonio, la Palestra Villa Marchesa, la Ludoteca Faraone e la Scuola Materna Via Virgilio).

Aveva senso questo metodo se veniva fatto, previa Scheda di sintesi di livello 0, entro il 30.05.2010 e prima della scadenza del 30.03.2013 della valutazione ai sensi delle NTC 2008. Aveva senso se veniva fatto già quando si sarebbe dovuta determinare una priorità di interventi sugli edifici, strategici come il Palazzo del Municipio, perché sede C.O.C., e rilevanti come le scuole.

Invece la priorità è già stata data, al Palazzo del Municipio e la valutazione obbligatoria, seppure tardivamente, è stata fatta, a seguito della quale è stata trasferita la sede comunale nelle strutture pubbliche di ultima costruzione dotandole addirittura di optional, mentre gli alunni del

plesso lesionato dal sisma sono stati trasferiti in edifici degli anni 60, costruiti prima che Sant’Egidio fosse dichiarata sismica nel ’84 e quindi senza tener conto di alcun accorgimento riguardo la sicurezza sismica, per di più non verificate a norma di legge.

 

Per le scuole le verifiche non le stavano facendo affatto, non era prioritario, e invece di rispondere alle richieste dei cittadini, costretti anche a sottoscrivere una petizione per chiedere un diritto visto che fare le verifiche è un obbligo, con presunzione e sordità, si rassicurava che verifiche erano state fatte e che le scuole sono sicure!

Con la determina del 5 ottobre si vorrebbe mettere una toppa alla grave mancanza della valutazione della sicurezza, con una verifica con metodo speditivo e quindi inaccettabile: le stesse valutazioni fatte per il Palazzo del Municipio si facciano per le scuole come obbligatorio e dovuto da normativa statale e regionale.

Perché per il Municipio le verifiche, eseguite prima del sisma, sono state quelle previste dalla normativa, spendendo 19.000 euro più Iva, e per le scuole ora si scelgono verifiche con metodo speditivo, quindi meno accurate e non quelle obbligatorie, per 8 edifici ad un costo complessivo di 17.500?

Anche visto lo sciame in corso, che non si persista più in questa carenza, che si faccia con urgenza quanto obbligatorio e dovuto e che si dia visione degli esiti delle verifiche.

Si chiede solo il rispetto delle norme, né più e né meno”.

 

 

 

 

 

 

 

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