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Addio al regista teramano Tonino Valerii, padre del western all’italiana

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 18:02

Teramo. Il cinema italiano piange la scomparsa del Maestro Tonino Valerii. Il regista e sceneggiatore teramano è morto ieri pomeriggio in una clinica di Roma ad 82 anni.

Valerii è stato assieme a Sergio Leone uno dei padri del western italiano ed europeo. Era nato il 20 maggio 1934 a Montorio al Vomano.

I suoi più grandi successi sono stati ‘I giorni dell’ira’ (con Giuliano Gemma e Lee Van Cleef) e ‘Il mio nome è Nessuno (con Terence Hill ed Henry Fonda), perle miliari dello spaghetti-western.

Dal 1996 fu ideatore e direttore artistico (fino al 2013) di Roseto Opera Prima, il festival cinematografico dedicato a film diretti da registi impegnati per la prima volta con la macchina da presa.

I funerali si terranno domani a Roma.

Il cordoglio del sindaco e dell’assessore alla cultura di Teramo

Il sindaco Maurizio Brucchi e l’assessore alla Cultura Marco Chiarini, manifestano il profondo dispiacere per la scomparsa del regista Tonino Valerii. Con lui viene meno un’altra figura di spicco e rilievo che ha saputo traghettare sensibilità ed indole tipiche della terra natia in un ambito peculiare come quello della cinematografia.

Il ricordo dell’assessore Chiarini:

“Il mio cordoglio oggi è doppio, non solo per il mio ruolo istituzionale come assessore alla Cultura, ma anche e soprattutto come regista, per il mestiere che ci univa. Tonino Valerii è stato non solo un protagonista del cinema italiano ma soprattutto, per me,  un esempio per il suo magistero che ha unito con grandissima sapienza l’arte alla concretezza artigianale, propria anche di un altro grande protagonista come Gianni Di Venanzo. Non a caso aveva scritto un ‘Manuale dell’aiuto regista’, libro prezioso fortemente legato alla perfetta conoscenza del set e delle sue complesse dinamiche, che lo avevano visto accanto a grandi come Alessandro Blasetti, Camillo Mastroncinque e Sergio Leone. E proprio dal confronto con quest’ultimo era nata la sua passione per il genere western a cui lascia due capolavori come ‘Il mio nome è nessuno’ e ‘I giorni dell’ira’.
Ma Tonino ha anche dato molto al nostro territorio a cui si è dedicato prima contribuendo alla nascita del ‘Premio per la fotografia Di Venanzo’ e poi con ‘Roseto opera prima’, la bella rassegna dedicata ai registi esordienti di cui è stato ideatore e curatore per molti anni”.

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