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Giulianova, ancora sfratti nel Condominio Orsini 63: il caso finisce in Parlamento

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 15:05

Giulianova. Continuano inesorabili gli sfratti di alcuni inquilini del Condominio Orsini 63 a Giulianova Lido. E se la protesta dei residenti continua con dei cartelli appesi ai balconi, il caso della palazzina del complesso il Pioppeto finisce in Parlamento.

Questa mattina l’Ufficiale Giudiziario, le Forze dell’Ordine e il fabbro si sono presentati nel Condominio Orsini 63, dando vita alla quarta giornata di sfratti esecutivi.

“Gli accessi hanno riguardato ben 5 appartamenti tra cui quello in cui vivo. Fortunatamente anche questa volta vi erano persone all’interno delle abitazioni e non hanno potuto sostituire la serratura ma solo rinviare gli sfratti con date comprese tra uno e tre mesi. Nel mio caso ed in quello dell’altro appartamento da me affittato, essendoci minori e persone disoccupate, hanno constatato lo stato di difficoltà del momento e la ‘vera emergenza sociale’, riservandosi di fare un incontro successivo anche con l’ausilio degli assistenti sociali e tenendo in considerazione che alcuni di noi hanno fatto domanda di emergenza abitativa al Comune di Giulianova, senza peraltro ricevere ancora risposta alcuna. In un altro appartamento hanno riscontrato la presenza di una coppia di cui l’uomo ha problemi di salute ed hanno rimandato lo sfratto a dicembre. Infine in altri 2 appartamenti si sono accordati per una data successiva a quella odierna dando il tempo di togliere la mobilia e quant’altro”.img_5076-1

Lo ha precisato Cosimo Pastore, uno degli inquilini della palazzina, precisando che “la nostra protesta non si fermerà come dimostrato dalla conferenza stampa di sabato 8 ottobre scorso e dai cartelli messi sui balconi delle nostre case. Anche se la Di Gennaro Costruzioni ha liquidato il nostro appello con un ‘Non posso bloccare gli sfratti’ noi crediamo in un intervento del Prefetto, che possa chiarire la situazione e sospendere momentaneamente gli sfratti ritenuti da noi ‘Illegittimi’.Non smetterò mai di ricordare, come ho fatto oggi con l’Ufficiale Giudiziario e le Forze dell’Ordine, che i nostri contratti sono regolari, i canoni d’affitto pagati, le utenze pagate e quant’altro e non usciremo dalle nostre abitazioni se non con la forza! Faccio presente anche che gli atti vandalici avvenuti in questi giorni nulla hanno a che vedere con chi abita nello stabile, anzi tutto questo sta infangando la nostra protesta. E’ possibile che possano essere stati fatti tranquillamente da chi ha interesse a mantenere vivo ‘l’abusivismo e l’illegalità”, inventati da qualcuno fin dall’inizio di questa vicenda. Non siamo abusivi e non abbiamo contratti ridicoli e tantomeno ci abbassiamo a queste vigliaccherie. Speriamo che qualcuno fermi gli sfratti esecutivi (prossimo accesso il 18 ottobre) in nome del buon senso e dell’umanità nei nostri confronti facendo riportare lo stabile ad un clima sereno”, conclude Pastore.

Nel frattempo il caso finisce al Parlamento grazie all’interrogazione, al Presidente del Consiglio, con risposta scritta del deputato di Sinistra Italiana, Gianni Melilla.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

“Apprendiamo a mezzo stampa che gli inquilini della palazzina “Orsini 63″ di Giulianova (TE) rischiano di perdere la propria abitazione. Da giovedì 22 settembre fino al prossimo 8 novembre è in atto uno sfratto di massa. Agli inquilini vengono notificate le date in cui si presenteranno l’Ufficiale Giudiziario, le forze dell’ordine con il fabbro per cambiare la serratura e quindi bisogna liberare l’abitazione nel più breve tempo possibile. Il lato assurdo della vicenda è che tutti gli inquilini hanno pagato regolamenti affitti e altre spettanze me il loro sfratto dipende da un contenzioso tra il costruttore delle palazzine ed un’agenzia a cui era stata affidato l’affitto degli appartamenti. I primi contratti risalgono a settembre 2014 e ora famiglie con bambini si ritrovano per strade perché bisogna liberare lo stabile perché pare sia in fase di approvazione il Concordato o il fallimento della ditta. In una nota, il comitato di cittadini spiegano come siano finiti in una situazione in cui loro non hanno nessun tipo di responsabilità e rivolgono un appello alle istituzioni per farsi da intermediari e far cessare immediatamente l’ondata di sfratti. Lo sfratto è causato da un’errata interpretazione di fondo: è motivato da un’inadempienza da parte delle società che gestiscono gli appartamenti, che però non c’è, perché è prevista la compensazione del pagamento con lavori di ultimazione della struttura fino al settembre 2017. Non si capisce, perché questa urgenza di liberare gli appartamenti se i termini non sono ancora scaduti. Bloccare gli sfratti sarebbe invece una scelta di opportunità e di buon senso. Se non intenda intervenire con urgenza per scongiurare che dei cittadini vengano sfrattati pur essendo in regola con gli affitti e le spettanze”.

Gianni Melilla

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