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Isola del Gran Sasso, caos scuole. La protesta di Crescita Comune

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 23:37

Una denuncia a tutto campo quella che arriva dal comitato civico Crescita Comune che riguarda la difficile situazione in cui si è venuta a trovare l’amministrazione di Isola del Gran Sasso alle prese con le difficoltà dovute alla mancata sicurezza delle scuole.

Dopo i sopralluoghi e le rassicurazioni fatte dall’amministrazione a seguito del terremoto dello scorso 24 agosto, infatti, gli edifici scolastici sono stati riaperti, salvo poi venire dichiarati non agibili, qualcuno addirittura classificato come B.

Parla dunque di “ordinaria follia” il comitato che chiede e ricorda che fine abbia fatto il progetto del polo scolastico unico, sponsorizzato dalla passata amministrazione, per il quale l’unico dubbio sembrava essere solo la scelta del sito. Inoltre ci si chiede che fine abbiano fatto quei 700 mila euro destinati alla messa in sicurezza della scuola media, che è attualmente quella messa peggio, “dirottati poi verso altre destinazioni”, così come il chiarimento in merito alle procedure per la vendita dell’asilo comunale, in stallo “per ignoti motivi” da circa tre mesi, riaperto dopo il sisma nonostante evidenzi alcune problematiche importanti.

Inoltre Crescita Comune sottolinea come la scuola elementare, “l’unica struttura di architettura fascista presente sul territorio che ha superato l’evento sismico del 2009” sia stata dichiarata obsoleta dall’amministrazione mentre ora per la stessa appare la più sicura.

Un pasticciaccio, dunque, che per il comitato evidenzia la poca competenza e serietà della classe politica locale che non trasmette più alcuna fiducia ai cittadini.

“Che ne sarà della sicurezza e dell’istruzione dei nostri bambini?”, si chiede infine ricordando Crescita Comune abbia avuto a riguardo sempre “le idee chiare, senza secondi fini politici in piena trasparenza”, annunciando anche un incontro in piazza a breve “per capire, ascoltare, spiegare e discutere insieme del futuro del nostro Comune e dell’avvenire dei nostri figli”.

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