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Atri, madre partorisce nel Punto Nascita chiuso FOTO

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Novembre 2017 @ 4:05

Arrivo. Una bella bambina di nome Noemi è nata oggi pomeriggio alle ore 16:55 al punto nascita dell’ospedale San Liberatore, chiuso lo scorso novembre.

Una notizia incredibile, dopo la decisione recente di chiudere il reparto che ha innescato accese polemiche.

I genitori di Noemi, Enrica ed Ernesto, residenti a Pineto, si erano recati ieri al nosocomio pescarese perché erano iniziate le contrazioni ma, siccome deboli, la donna è stato dimessa subito, molto probabilmente per una carenza di posti, perché la nascita della bambina non sarebbe stata imminente.

Enrica ha avuto le contrazioni tutta la notte e oggi pomeriggio alle ore 14 si è recata al Pronto Soccorso di Atri. Dopo un iniziale stato di confusione la donna è stata soccorsa, richiamando in servizio il ginecologo Malvezzi che era fuori sede.

Successivamente ad Atri è arrivata l’ambulanza dall’ospedale di Teramo con a bordo di Pensieri. I due medici vista la situazione e il parto imminente hanno deciso di ‘riattivare’ il reparto appena chiuso, allestendo lo staff per affrontare la nascita dalla bambina.IMG-20160209-WA0031

Alle ore 16:55 è nata finalmente Noemi, tra la gioia e l’immensa felicità dei genitori, parenti e tutto il personale atriano.

Il parto è andato bene e la bambina, che pesa 3,310kg, è in ottime condizioni grazie alla professionalità e alla dedizione di un’equipe costituitasi al momento. Poi nel tardo pomeriggio con due ambulanze diverse la madre e la piccola Noemi sono state trasferite all’ospedale Mazzini di Teramo.

Insieme ai parenti e agli amici della coppia, presenti anche i rappresentanti del Comitato ‘Il San Liberatore non si tocca’ che, felici per la nuova arrivata, hanno dichiarato: “Quello che è successo oggi non si deve più ripetere. Fortunatamente oggi è andata tutto bene e per questo ringraziamo tutti i medici e gli operatori per la loro immensa professionalità. Oggi la donna ha partorito ad Atri, nonostante da Teramo partano due ambulanze ed equipe medica. Dovremmo chiedere la riorganizzazione dei punti nascita e le conseguenti chiusure? Adesso abbiamo garantito maggiore sicurezza e risparmio? La nascita di Noemi deve far capire all’Asl di Teramo, alla Regione Abruzzo e al Ministro Lorenzin che è stato un tremendo errore chiudere il Punto Nascita dell’ospedale San Liberatore. Ad Atri si nasce ancora e così dovrà essere anche in futuro. Alice è nata in sicurezza anche se il reparto non c’è più. Questo è il nostro ospedale e la politica tutta dovrebbe vergognarsi. Nonostante tutto, Benvenuta Noemi”.

MONTICELLI SU NOEMI: ‘UN ERRORE LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITA DI ATRI’

Molti cittadini mi hanno segnalato la sconvolgente storia di Noemi, la bambina nata in tutta emergenza in un Punto Nascita chiuso per decreto, quello del “San Liberatore” di Atri. È una storia a lieto fine, ma è anche una storia che deve suonare la sveglia nelle orecchie di tutti i rappresentanti della classe dirigente della nostra Regione, Luciano D’Alfonso in testa.

Sull’accaduto andrà fatta piena luce nei prossimi giorni, e mi impegno fin da ora a chiedere conto a chi di dovere non per i corridoi della Regione, ma per via ufficiale. Dai resoconti di stampa, comunque, un fatto appare incontestabile: l’Ostetricia del presidio atriano, un reparto che è si è voluto chiudere a tutti i costi interpretando la normativa sanitaria nel senso più restrittivo possibile, che è stato autorevolmente descritto come pleonastico e insicuro, ha dovuto riaprire in tutta fretta per far partorire una cittadina abruzzese, una mamma che si era precedentemente rivolta al ‘Santo Spirito’ di Pescara. E il suo personale ha salvato brillantemente la situazione. Da parte mia sarebbe facile dire che avevamo ragione quando per più volte abbiamo denunciato a Paolucci e D’Alfonso il pericolo di sovraffollamento del presidio pescarese e l’insufficienza della rete di trasporto d’emergenza. Non ce n’è neanche bisogno, perché questo è sotto gli occhi di tutti. Quando succede un episodio del genere, però, nessuno può sentirsi immune dalla necessità di fare un esame di coscienza. Il mio mi sento di averlo superato: non mi pento nemmeno per un istante di aver combattuto la battaglia in difesa dei Punti Nascita, insieme a Stefania Pezzopane e pochi altri all’interno del mio Partito, guadagnandomi chiara fama di populista e campanilista. L’unico grande rammarico è non averla vinta, questa battaglia: ma su questo condivido la massima parte della responsabilità con chi l’ha combattuta a giorni alterni e di malavoglia. Da domattina, in ogni caso, ogni amministratore degno di questo nome di cui questa Regione dispone deve porsi come primo obiettivo del proprio mandato che nessuna cittadina abruzzese debba più partorire come la mamma di Noemi, neanche per una contropartita importante come può essere l’ormai mitica uscita dal commissariamento. Non è mai troppo tardi per riconoscere di avere compiuto un errore. Si faccia chiarezza assoluta su quanto accaduto, su cosa non ha funzionato e su quali rischi si sono corsi. E soprattutto, si faccia in modo che non si debbano correre più: difendere la famiglia vuol dire anche questo”, conclude Monticelli.

IL NONNO DI NOEMI: ‘GRAZIE A TUTTO LO STAFF MA I POLITICI NON CAPISCANO: NON E’ UNA LORO FIGLIA’

Il nonno di Noemi Enrico di Tecco,  in serata ha scritto su facebook: “Giornata spaventosamente lunga e stressante, che dirvi è nata Noemi, nata ad ATRI. Strano ma vero, tutto è iniziato lunedì mattina all’ospedale di pescara dopo una lunga giornata di monitoraggi, l’ultima alle 7 di sera, le dicono puoi tornare a casa c’è ancora tempo. Notte molto movimentata, in mattinata il marito decide di portarla alla Asl di atri per un nuovo monitoraggio, il tempo è denaro, il tempo era arrivato. D’urgenza al pronto soccorso di Atri, il tempo gioca brutti scherzi, non aspetta e allora si decide: nascerà ad Atri. Tempo di riaprire la sala parto. In un clima surreale, dove tutto rimbomba, tutto desolamene vuoto, ma tutto in perfetto ordine. Un miscuglio di strani sentimenti che ti assaltano, ti senti un essere piccolo e impotente…tanto a loro non interessa quanto ti sta succedendo, non è una loro figlia, ma credo fermamente che la piccola grande Noemi sia figlia di tutta la citta di Atri. Il resto della storia non conta, come tutte le fiabe tutto è andato bene, anche il trasferimento a Teramo. Inutile dirvi che un grande grazie a tutto lo staff che si è prodigato e di aver accettato quella sfida, di essersi caricati sulle spalle una grande responsabilità. Ormai fanno parte della nostra famiglia, impossibile dimenticarli. Un grazie dal profondo del cuore”

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