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Autodromo di Montorio, le associazioni ambientaliste spiegano le ragioni del no

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 6:14

A undici giorni dal referendum che vedrà la popolazione di Montorio chiamata ad esprimere la propria opinione sulla possibile realizzazione di un autodromo nel territorio di san Mauro, si fa sempre più accesa la campagna di informazione di associazioni ambientalista da una parte e studi tecnici e operatori del settore dall’altra.

Contrari ad un progetto definito “scellerato” che sembra destinato a devintare “l’ennesimo scempio ambientale”, sono le associazioni ambientaliste (e non solo), Fiab, Legambiente, Wwf, Lipu e Italia Nostra le quali invitano i cittadini e amministratori a riflettere sulle possibili conseguenze per un territorio da sempre definito la “porta del Parco”.

“L’opera”, si legge in una nota a forma congiunta, “comporterebbe lo stravolgimento di un’intera area collinare che dovrebbe essere sbancata e livellata per fare posto ad una pista lunga circa 4 km e larga 10 metri: una colata di cemento ed asfalto che andrebbe ad occupare un’area oggi agricola, contribuendo ulteriormente alla cementificazione del nostro territorio”.

E, ricordando come anche il Piano Territoriale di Coordinamento, adottato dalla Provincia di Teramo, indica nel “consumo suolo zero” la via da seguire come unica alternativa per lo sviluppo dei territori e strumento di tutela dal dissesto idrogeologico, le associazioni ritengono che non debba essere solo la popolazione di Montorio a decidere sulla questione perchè l’impatto di un autodromo coinvolgerebbe un’area molto più vasta.

Inoltre ci si chiede come mai si scelga di distruggere un’area agricola, priva di opere di urbanizzazione, quando ci sono su tutto il territorio provinciale diverse aree industraili abbandonate che potrebbero essere riqualificate.

“Perché non si favoriscono”, si legge nella nota, “altre opere come parchi e aree naturali, percorsi ciclabili per collegare le zone interne montane con la costa adriatica, itinerari escursionistici a piedi e a cavallo, circuiti religiosi, enogastronomici e naturalistici per fare di questo comune il fulcro di una rete ecologicamente sostenibile per il turismo ambientale, mettendo al primo posto le peculiarità dei luoghi, siano esse ambientali, culturali, storiche, ecc.. In questo modo si avrebbero sicuramente maggiori ricadute economiche sul territorio rispetto alla distruzione di un’area verde per il vantaggio di pochi”.

Uno sviluppo, dunque, che punti sulla conservazione del territorio valorizzando il grandissimo patrimonio naturale, storico, architettonico e artistico. Questo, secondo le associazioni, è il solo vero progetto che può essere realizzato in un territorio come quello montoriese e che potrebbe garantire risultati economici significativi, nel rispetto dell’ambiente.

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