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Giulianova, pini abbattuti per la pista ciclabile: esposto in Procura della Task Force Ambientale

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 7:46

Giulianova. Associazioni ambientaliste sul piede di guerra dopo l’ennesimo scempio compiuto contro l’ambiente e il territorio. Abbattuti diversi grandi pini sul lungomare Zara all’altezza del porto turistico e questo sembra per fare spazio ad un piccolo tratto di pista ciclabile. L’amministrazione Mastromauro minimizza e dichiara che è tutto regolare compreso la perizia agronomica.

La regione Abruzzo ha destinato una importante quota dei fondi FAS alla realizzazione della ciclabile costiera, assegnando poi tali fondi a tutte la amministrazioni della costa perché gestissero gli appalti dei rispettivi tratti di ciclabile .

“Non c’è da meravigliarsi di questo ennesimo scempio – dichiara il presidente della Task Force Ambientale Giuliano Marsili – cosa ti puoi aspettare da un comune che ha approvato un nuovo PRG che facilita la cementificazione del territorio, scempiato la Collina dello Splendore cedendo alle pressioni politiche, eliminato il vincolo del parco del Borsacchio per cementificare il quartiere Annunziata e favorito l’invasione del cemento nella zona Nord del paese?”.

Secondo Marsili l’Amministrazione Mastromauro negli ultimi anni non si sarebbe opposta ad abbattimenti facili di alberi secolari come avvenuto nel campo di calcio a fianco al Gualandi e del tiglio secolare sotto la chiesa di San Flaviano.

“L’Ufficio Ambiente del comune non esiste – continua Marsili –  ovvero è ricompreso negli Uffici  tecnico- urbanistici , è come affidare ad un lupo un branco di pecore”. Gli ambientalisti dicono “ Basta” e chiedono l’intervento della Regione e degli Organi di Controllo.

Sulla vicenda la Task Force Ambientale presenterà l’ennesimo Esposto-Denuncia alla Procura di Teramo e un accesso agli atti agli Uffici competenti comunali per verificare la corretta procedura.

“Lo scempio ambientale è anche conseguenza di una procedura gestita con dubbia trasparenza e meritocrazia – conclude Marsili –  con l’affidamento diretto da parte del sindaco a un neolaureato privo evidentemente delle necessarie competenze per affrontare la pur semplice opera pubblica, va ricordato come di recente le opposizioni avessero criticato tali modalità e chiesto di verificare il curriculum professionale del tecnico incaricato”.

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