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Lorenzo Parelli: presidio a Pescara per la morte dello studente

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 27 Gennaio 2022 @ 15:48

Pescara. Anche Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti saranno domani in piazza Salotto per protestare per la morte di Lorenzo Parelli, giovane morto schiacciato da una Trave in una fabbrica di Udine durante un tirocinio scuola-lavoro.

Per domani venerdì 28 gennaio i Cobas scuola hanno proclamato lo sciopero nella scuola secondaria superiore. A Pescara la Libera Associazione Studentesca  ha organizzato un presidio dalle ore 16,30 in Piazza Salotto.

“Saremo al fianco di studenti, insegnanti e tutti coloro che sanno ancora indignarsi davanti ad una morte così assurda”, annunciano Corrado Di Sante e Francesco Belfiglio, segretari provinciali di Rifondazione e Gc, “La morte di uno studente di soli 18 anni in alternanza scuola lavoro in un’azienda metalmeccanica in provincia di Udine non può passare sotto silenzio. La realtà è che l’alternanza non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l’hanno introdotta e la retorica di ministero, associazioni industriali e regione. Ragazze e ragazzi non arricchiscono il loro percorso formativo ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà. Si deve insegnare ai ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza non mandarli al macello”.

“È emblematico del carattere regressivo della norma che le aziende ospitanti siano sgravate dagli obblighi di legge previsti dell’articolo 37 della legge 81/2008 sulla salute e  sicurezza dei lavoratori, un onere che ricade sulle istituzioni scolastiche ed affidato ad un e-learning sulla piattaforma Inail”, aggiungono, L.

“La legge che ha istituito l’obbligo di alternanza scuola lavoro e previsto che la formazione professionale si possa fare lavorando gratis nelle aziende, va abolita. Chiediamo alla Regione Abruzzo e all’Ufficio scolastico Regionale di fornire i dati in merito agli studenti in alternanza, alle realtà coinvolte e di verificare le condizioni di sicurezza nelle quali si trovano a lavorare studenti e studentesse a cominciare da quanti sono coinvolti in percorsi di alternanza in istituti professionali e tecnici”, concludono Di Sante e Bonfiglio.

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