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Penne, Ospedale San Massimo: “Medici sfruttati, pazienti a rischio”

Ultimo Aggiornamento: domenica, 5 Dicembre 2021 @ 15:12

Pene. Visita ispettiva, ieri, del consigliere regionale Pd Antonio Blasioli all’Ospedale San Massimo di Penne.

“Mi sono recato al reparto di medicina”, riferisce Blasioli, “e devo constatare che permane una situazione di illegittimità nelle turnazioni e negli orari delle prestazioni dei sanitari. Rispetto alle rassicurazioni ricevute dall’Assessore Verì, secondo la quale il Reparto di medicina sarebbe stato incrementato di 3 dirigenti medici per arrivare al numero di 10 unità, comprensivo del facente funzione, ho trovato una situazione peggiorata, illegittima e contra legem. Si sta smembrando questo ospedale, lasciandolo morire e costringendo i medici a turni estenuanti che massacrano loro e soprattutto sono un vero pericolo per i pazienti (che possono scontare la stanchezza o la poca lucidità del personale) e per la qualità delle cure”.

“La situazione si è ulteriormente aggravata”, prosegue il dem, “Oggi il reparto di medicina del San Massimo conta 5 medici, tra cui l’ex Sindaco di Penne Semproni, che una volta andato in quiescenza è stato richiamato per una collaborazione (Co pro Co covid) fino al 31 dicembre 2021 per 24 ore settimanali, ma dal 19 novembre un altro medico è stato ritenuto inidoneo all’attività di reparto. Preciso che il numero massimo di notti dovrebbe essere di 5 al mese, mentre se ne effettuano molte di più e a farle sono anche il Direttore e i medici ultra 62 anni che, in base al CCNL, prevede la facoltà di chiedere la dispensa ad effettuare le notti. Quindi oggi il Reparto di medicina conta 3 medici più il dottore con contratto in scadenza al 31 dicembre. Preciso che fino a due anni fa medicina contava 14 medici. Per far funzionare il reparto ne servirebbero 7 più il Direttore, ma in realtà ne sono stati prima 5 e poi, con un pensionamento, 3 più il Direttore. Insomma una situazione disperata, in cui non si possono più spremere i medici, ai quali, oltre al dovuto, si è chiesto l’impossibile e tutto ciò anche a rischio e pericolo dei pazienti”.

“Il concorso per il tempo determinato di 3 medici per Penne assicurato dall’Assessore Verì il 13 aprile 2021 c’è veramente stato ed era proprio per il San Massimo di Penne”, riprende Blasioli accusando la Regione Abruzzo, “Le prove si sono tenute a luglio. Ha prodotto la scelta di un medico specializzato e di due medici in corso di specializzazione, ma al San Massimo di Penne non è arrivata né la prima, né gli altri due. Sono stati contrattualizzati? Perché non sono arrivati a Penne? Insomma registro un concorso per il San Massimo di Penne, espletato per il San Massimo di Penne, ma che a Penne non ha portato nessuno”.

“Basterebbe chiedere ai medici in servizio presso la Asl di Pescara di svolgere a rotazione una delle 10 notti che oggi sono scoperte per avere meno problemi (si tratterebbe di una notte per medico ogni due mesi) in attesa di comprendere che fine abbia fatto il dirigente medico assunto con il concorso per il San Massimo di Penne e mai arrivato o in attesa di capire se c’è la volontà di svolgere altri concorsi ma questa volta non attenderò invano. Porterò le copie delle timbrature dei medici dai Carabinieri, apprezzo la loro dedizione al lavoro ma non è giusto continuare questo sfruttamento, né per loro né per i pazienti e chi ha responsabilità organizzative deve provvedere”, conclude Blasioli.

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