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Pescara: “Il Museo Casa D’Annunzio spoliato delle opere”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 5 Novembre 2021 @ 12:29

Pescara. Dopo gli orari “molto ridotti e solo per alcuni giorni a settimana”, il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli torna a polemizzare sulla gestione della Casa natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara

L’unico Monumento nazionale presente in città”, afferma Blasioli, “in questi giorni subisce sotto silenzio di tutti un’allarmante spoliazione, avvenuta in sordina. Il MUNDA (Museo Nazionale d’Abruzzo ), ora organismo autonomo e non più sotto la Direzione Regionale Musei Abruzzo, per il suo riallestimento delle sale di Otto e Novecento ha fatto richiesta alla Direzione Regionale di riavere le opere che erano in deposito presso la Casa natale di Gabriele D’Annunzio, tra cui opere di Cascella, Celommi, Barbella, Paloscia e addirittura I Morticelli di Michetti”.

“La richiesta delle opere in deposito da parte del Munda è legittima”, prosegue, “il regime dei prestiti è prassi consolidata, ma la cosa che lascia esterrefatti è l’atteggiamento della Direzione Regionale Musei Abruzzo, che non ha intavolato una dialettica di prestito e collaborazione reciproca con il Museo Nazionale d’Abruzzo né ha concordato nulla con le Istituzioni del territorio (Comune, Fondazioni, altri Musei…), ma ha consentito il trasferimento delle opere a L’Aquila determinando la spoliazione del percorso museale della Casa natale di D’Annunzio, unico museo nazionale di Pescara, in cui, ad esempio, il quadro de I Morticelli aveva un ruolo espositivo di preminenza ed era in perfetto pendant nel dialogo di arte e territorio col nuovo Museo dell’Ottocento, appena inaugurato”.

“E così”, conclude il consigliere regionale “nel più totale silenzio, il percorso espositivo del Museo Casa natale di Gabriele D’Annunzio, che offriva una ricca panoramica di grandi pittori e  loro importanti opere tra Otto e Novecento, è stato ridotto ai minimi termini e i turisti che riusciranno a visitare il Museo, nei pochi e ridotti giorni e orari consentiti, non potranno più ammirare alle sue pareti opere dell’ottocento abruzzese che prima erano lì esposte, in pieno dialogo, armonia e senso filologico e storico con il contesto di Casa d’Annunzio. Anche su questo aspetto vorremmo sentire una voce a difesa della città da parte del sindaco e l’aspettiamo con ansia”.

 

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