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Pescara, dragaggio: tutti contro Testa. Il commissario ‘smonta’ le accuse post-ultimatum

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 21:13

testaPescara. Tutti contro Guerino Testa: all’indomani dell’ultimatum del commissario per l’emergenza portuale, “sul dragaggio, risposte entro pochi giorni o chiudo il porto e mi dimetto”, sono i consiglieri regionali e provinciali Sclocco e Allegrino ad attaccarlo e proporre soluzioni immediate al critico problema. Ma lui non ci sta a subire le critiche di chi “dopo un prolungato e assoluto disinteresse si è svegliata dal torpore”.

Il giorno dopo l’ultimatum provocatorio annunciato dal commissario per l’emergenza del porto di Pescara, Guerino Testa, piovono critiche al suo indirizzo, corredate da una varietà di soluzioni al problema che, da mesi e mesi, tiene paralizzato lo scalo commerciale pescarese.  “Il Provveditorato alle Opere Marittime,tra i principali attori di questa triste vicenda,è proprietaria e quindi, responsabile delle vasche di colmata, ossia i contenitori previsti per depositare i fanghi di dragaggio. Ma esse sono colme da residui di dragaggi precedenti.  Circa  duecentomila metri cubi. Come mai nessuno si sia preso la briga di farne analizzare il contenuto e di provvedere eventualmente a smalitirle lasciando lo spazio ai nuovi fanghi. Questa semplice operazione sarebbe l’uovo di Colombo”. Alla proposta di Marinella Sclocco, consigliera regionale Pd, fa da eco quella del consigliere regionale Idv Antonella Allegrino: “Perché in tutti questi mesi non si è pensato ad un dragaggio stanziale, a dare una spinta forte al Piano regolatore portuale redatto dal Comune nel 2008 e impaludato negli iter burocratici. Una draga costa un milione di euro e potrebbe non solo operare su Pescara, ma essere a servizio anche di altri porti, creare posti di lavoro, rappresentare una via d’uscita all’emergenza. Perché si è pensato solo all’emergenza, senza guardare ad un’alternativa concreta, ecocompatibile e diversa dallo smaltimento in mare, come il riutilizzo dei materiali in edilizia oppure la verifica della possibilità di smaltirli nei cementifici come accade per alcune categorie di rifiuti”. Tutto sorretto dalla richiesta unanime di “dimissioni utili di un commissario che ammette la sua impotenza, però vuole andare avanti, continuando a spendere inutilmente risorse a cui si aggiungeranno i danni causati dal blocco”, aggiunge la Allegrino.

 

Testa ieri aveva annunciato di chiudere il porto e di essere disposto a dimettersi dalla carica commissariale se le autorità coinvolte non avessero fornito risposte concrete entro 5 giorni, e se il suo abbandono potesse essere utile a smuovere, finalmente, un’empasse annosa. Ma oggi non ci sta a subire le “strumentalizzazioni politiche” di chi “dimostra di non sapere di cosa parla”, e risponde per le rime con il taglio ironico: “Benvenuta al porto di Pescara! Mi sento di rispondere così al consigliere provinciale Antonella Allegrino che dopo un prolungato e assoluto disinteresse sulle vicende del dragaggio del porto di Pescara si è svegliata dal torpore per sollecitare le mie dimissioni, apportando motivazioni che dimostrano come sia assolutamente digiuna dell’argomento”. Il digiuno in questione sarebbe da attribuire a quanto imprecisamente dichiarato dalla Idv su le analisi del dragaggio e alla quantità di materiale da dragare e alla procedura da seguire: “Se almeno una volta in tutti questi mesi si fosse informata sull’iter del dragaggio, “dice Testa, “e se almeno una volta avesse parlato con la marineria avrebbe capito, ad esempio, che è impossibile in questo momento pensare ad una draga fissa al porto di Pescara, ipotesi già vagliata e scartata. Poi, quando  sarà pronta, ne riparleremo con assoluta onestà di intenti, ma invoca inutilmente un tecnico al mio posto, quando il tavolo di lavoro che mi affianca è composto esclusivamente da tecnici”.

 

Più sintetica e lapidaria la risposta alla Sclocco: “Al momento non è possibile utilizzare la vasca di colmata. Non solo è piena ma non è a norma”.

 

Daniele Galli


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