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Pescara, piazze ‘in regalo’ a Pescara Parcheggi: critiche dell’opposizione

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 19:39

piazzapimomaggiosiepePescara. Piazza Primo maggio e il piazzale antistante la Madonnina del porto “regalate” dal Comune a Pescara Parcheggi. Si infiamma la polemica tra i banchi del Consiglio comunale per la cessione che la Giunta Mascia si appresta a fare in favore della società compartecipata per la gestione della sosta a pagamento. Per il Pd si tratta di una mossa risanatoria verso una società fallimentare, mentre per Acerbo (Rc) è il primo passo verso la privatizzazione degli spazi pubblici.

Sullo sfondo della vicenda che dopo la discussione di ieri, nel corso della seduta di Consiglio, ha infiammato lo scontro a Palazzo di Città ci sono due fattori: la “fallimentare” gestione di Pescara Parcheggi e la sua prossima cessione. Pescara Parcheggi srl è la società ‘in house’ che con un capitale sociale di 20mila euro l’amministrazione Mascia aveva costituito a gennaio 2010, assumendone la piena compartecipazione e passando al presidente Roberto Core la gestione della sosta tariffata cittadina fin lì direttamente in mano al settore Mobilità del Comune, con un contratto fino al 2015. Ma da tempo l’opposizione, Pd in primis, denuncia la “scarsa economicità” della scelta gestionale, che tra perdite e canoni non pagati è arrivata ad assumere l’etichetta di “disastrosa e fallimentare”. Le evoluzioni normative, poi, hanno introdotto l’obbligo di porre sul mercato, con gara pubblica europea, il servizio di gestione dei parcheggi entro il 31 marzo 2012.

Su questa cessione, pertanto, si fondano le ipotesi  del “regalo”, ovvero della cessione di due importanti piazze della città in favore della stessa società. Si tratta di piazza Primo Maggio e del piazzale sito di fronte alla Madonnina del molo nord, entrambe attualmente ospitanti stalli di parcheggio (il primo a tariffa e il secondo gratuito) e sulle quali sono previste le costruzioni di parcheggi sotterranei. La Giunta di centrodestra, come discusso ieri in Consiglio, ha decretato la cessione, valutata in un patrimonio di 3,2 milioni che finirebbe dritto ad incrementare quello di Pescara Parcheggi. “Un vero e proprio salasso per il patrimonio comunale per consentire alla Pescara Parcheggi di poter far fronte alle perdite artificiosamente mascherate in sede di approvazione del bilancio dell’anno 2010 che ufficialmente ammontano ad 4800 euro, ma in realtà sono di 613.833 euro per minore corresponsione del canone fissato in sede contrattuale e per la totale evasione della quota relativa alla occupazione del suolo pubblico”, affermano i democratici Del Vecchio e Fusilli. I due, poi, avanzano due obiezioni: “ l’operazione è illegittima poiché l’eventuale dismissione di un bene del Comune doveva essere deliberata dal Consiglio comunale, cosa che non è mai avvenuta; e nella ipotesi che Pescara Parcheggi non si aggiudichi l’affidamento del servizio, può significare aver regalato due piazze cittadine ad una Società fallita con la sicura prospettiva che quei beni vengano messi a disposizione del curatore fallimentare per far fronte ai debiti accumulati”.

 

Maurizio Acerbo, consigliere comunale di Rifondazione comunista, invece, parla di “privatizzazione delle piazze”, riportando alla memoria come la società Attiva, quella che raccoglie l’immondizia e cura il verde pubblico, fosse stata rifinanziata attraverso la cessione di un lotto di terreno, l’ex mattatoio, che però non era uno spazio pubblico. “L’operazione su Pescara Parcheggi”, sottolinea , “potrebbe inevitabilmente condurre alla privatizzazione della piazza. Infatti la normativa vigente prevede che entro il 31 marzo 2012 le società pubbliche dovranno cedere almeno il 40% delle quote. Assai probabile che con i governi in circolazione si imponga una ulteriore quota di privatizzazione. Infatti considerata l’egemonia liberista bipartisan che regna nell’attuale parlamento è possibile che con la scusa della crisi si arrivi tra poco a nuove norme che imporranno la privatizzazione totale o comunque maggioritaria”.

 

Daniele Galli


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