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Pescara, verso il “dragaggio chirurgico”: i risultati del vertice sul porto

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 0:32

ALIM4507Pescara. Il tunnel in cui la vicenda del dragaggio è intrappolato da mesi sembra avvicinarsi all’uscita. Stamane si è tenuto un nuovo vertice in prefettura, a Pescara, tra tutte le autorità locali e ministeriali coinvolte: si prospettano nuove analisi e un dragaggio “chirugico”, probabilmente con inizio fra un mese e mezzo. Nuova gara d’appalto, nuove analisi e procedura più oculata.

Dragaggio “chirurgico”, ossia di diversa entità a seconda delle diverse condizioni di insabbiamento non uniforme dello scalo e soprattutto di analisi dettagliate circa la qualità del materiale da dragare. Il fondale del porto, infatti, non è costituito solo da fango: in alcuni punti c’è una maggiore quantità di sabbia, di petile o di limo e a seconda del materiale si potrà prevedere un diverso tipo di trattamento, compreso lo sversamento a mare, come ha sottolineato stamane in prefettura il sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone nel corso dell’ennesimo vertice. Presenti il prefetto Vincenzo D’Antuono, il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, Antonio Sorgi e Carla Mannetti della Regione, i rappresentanti dei ministeri Ambiente, Trasporti e Infrastrutture, dell’Ispra, il direttore dell’Arta Mario Amicone, il Provveditore Interregionale alle opere pubbliche Donato Carlea, il dirigente Fabio Riva. Immancabili i diretti interessati, una delegazione della marineria e degli operatori commerciali che operano nel porto canale, Scordella, Camplone, Di Properzio, Santori e co. Primo passo: lo stop definitivo del dragaggio operato finora, inutile a fronte della chiusura del porto ordinata dalla Capitaneria.

 

Si apre, quindi, una nuova fase a step. Il primo tra massimo 7 giorni, come promesso da Mario Amicone: nuovi carotaggi saranno effettuati dall’Arta, e martedì prossimo, 14 giugno, verranno esaminati nel corso di un nuovo vertice con i rappresentanti ministeriali. Tra un mese e mezzo un altro step, la ripresa del dragaggio. “Il Provveditorato ha ufficializzato la sospensione definitiva delle attuali operazioni di escavazione che, con il porto chiuso,  con nuovi dati alla mano e soprattutto con il rifacimento della gara d’appalto, potrebbero riprendere tra un mese e mezzo”, ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, che si dice soddisfatto del vertice: “finalmente ci siamo dati dei tempi certi”. “Sono sei mesi che continuo a chiedere e sollecitare l’esecuzione di nuove analisi, perché dall’esito di quelle analisi dipende chiaramente il tipo di trattamento da eseguire sui materiali estratti con il dragaggio, quindi il loro smaltimento e i relativi costi. Oggi finalmente tutti hanno concordato su tale linea”, ha commentato poi il sindaco.

 

Chirurgicamente verranno effettuati anche i nuovi sondaggi:  “verranno effettuati non a pelo d’acqua ma scendendo anche un metro e mezzo e due metri in profondità e sulla base di quei prelievi e batimetrie il Provveditorato redigerà un nuovo progetto di dragaggio indicando esattamente la quantità di sabbia da dragare con l’obiettivo di ripristinare il fondale di almeno 6,50 metri nel molo di levante e 4,50 metri nella canaletta”. Analisi differenziate, perciò, in grado di dire anche quale e quanto materiale potrà essere sversato in mare in quanto compatibile, come soluzione drasticamente richiesta dalla marineria, e quale invece dovrà essere portato nei siti di stoccaggio che andranno nuovamente individuati dopo il sequestro del sito di Moscufo. Una procedura, finalmente, più accurata: sicuramente gestita meno “alla carlona” del dragaggio fin qui effettuato, come spesso si è sentito accusare durante i giorni di protesta.

 

Si distendono sempre più i visi adirati di marinai e operatori commerciali, che ora chiedono l’affidamento dei lavori ad un unico responsabile, un capofila tra tutte le istituzioni sedute al tavolo, al quale poter rivolgere successive richieste e dal quale ricevere eventuali chiarimenti.

 

Daniele Galli


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