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Pescara, Pd: “Il porto sta per chiudere”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 14:32

Pd_porto_manifesto“Il porto di Pescara sta per chiudere”. Moreno Di Pietrantonio apre con questa catastrofica affermazione la conferenza stampa che il Pd ha indetto stamattina sulla banchina nord, all’ombra della madonnina. Un allarme causato dall’incerto procedere del dragaggio del porto canale, causando la formazione di bassi fondali e difficoltà ad entrare nel porto da nord.

 “Si fa sempre più grave la situazione del porto di Pescara tra l’indifferenza degli amministratori del Comune e della Regione”, spiega il capogruppo Pd, “siamo ormai a fine anno e non si hanno notizie su quando inizieranno i lavori di dragaggio nel porto, limitando notevolmente tutte le attività portuali con gravi danni economici per gli operatori e per tutti i lavoratori portuali”. Per il dragaggio di un primo lotto di 10mila metri cubi di fondale, sono stati già stanziati e appaltati lavori per 500mila euro, “a fronte di circa 80.000 metri cubi che necessiterebbero per rendere minimamente agibile l’importo commerciale”, aggiunge il consigliere Enzo Del Vecchio. Ma dopo mesi di attesa nulla si è mosso, denuncia Di Pietrantonio: “Da marzo è scattata la cassa integrazione, le attività sono ridotte al minimo in una situazione drammatica, il traffico di merci secche è praticamente scomparso, ci sono solo alcune navi di idrocarburi che viaggiano con carichi dimezzati a causa del basso fondale con lievitazione di costi e, quindi, danni per le attività. Per non parlare poi del traffico passeggeri anch’essi in crisi per le condizioni del porto che non rendono possibile una programmazione di più ampio respiro. Tutto questo in una condizione di indifferenza da parte degli Amministratori nei confronti di una delle attività più importanti di questa città, in particolare quella della marineria anch’essa in grave difficoltà”.

L’amministrazione viene così incalzata dal Pd, ancora una volta, per una latitante programmazione, dimostrandosi, quindi, “incapace di mettere il porto di Pescara in sicurezza e renderlo pienamente agibile tutto l’anno quindi, c’è bisogno di interventi e procedure urgenti”. “Pertanto, chiediamo che l’amministrazione comunale si attivi presso la Regione e tutti gli altri Enti preposti affinché venga garantita al porto di  Pescara un dragaggio adeguato ed in tempi rapidi”, dice Di Pietrantonio.

Alza il tono polemico, invece, il segretario cittadino Stefano Casciano: “Fiumi di parole”, commenta ironicamente, riferendosi ad un elenco di dichiarazioni rilasciate da esponenti del centrodestra circa il dragaggio; tra le tante spiccano quelle di Sospiri e Mascia, marzo 2010“Entro trenta giorni,dunque entro fine aprile, verrà effettuato l’escavo di 52mila metri cubi di sabbia e fango”, 10 luglio 2010, Mascia e Sospiri: “Il dragaggio si farà: per mercoledì prossimo, 14 luglio, è già stata fissata una riunione presso la Capitaneria di Porto per individuare e fissare i tempi di esecuzione delle opere”, 11 novembre 2010: “Inizio lavori non più tardi della prossima settimana”. “In certi casi l’inchiostro andrebbe proprio risparmiato”, consiglia Casciano, “capisco che il Comune arriva sempre tardi ai problemi, ma il porto, così come l’aeroporto di Pescara, sono questioni da risolvere subito per lo sviluppo della città e dell’intera regione”.

Non manca, il Pd, di arricchire il piatto marinaresco con Piano Regolatore Portuale e ripascimento della parte sud del porto. “Chiediamo che l’Amministrazione si attivi diversamente dai tempi impiegati per conferire l’incarico per la VAS (oltre un anno e mezzo determina n. 372 del 28.10.2010) presso la Regione e il Ministero affinché il Piano Regolatore Portuale possa andare in porto in tempi accettabili in modo tale da avere uno strumento fondamentale per una risoluzione strutturale del porto di Pescara”, dichiara Di Pietrantonio. “Inoltre, chiediamo che per quanto riguarda l’altro grande problema riferito all’erosione della nostra costa di fare il prelievo della sabbia nella zona dei trabocchi insabbiati, di farlo in questo periodo in modo tale di essere pronti ed evitare anche il problema della nidificazione dell’uccello fratino a primavera”, aggiunge Del Vecchio.

La replica del capogruppo Pdl Sospiri. “Il dragaggio del porto canale di Pescara partirà ormai entro poche ore, non appena sarà arrivato sulla banchina sud dello scalo il macchinario proveniente dal Belgio necessario per il primo trattamento dei fanghi. E’ quanto ufficializzato stamane nel corso del nuovo vertice tecnico svoltosi presso la Regione Abruzzo alla presenza dell’ingegner Antonio Sorgi, dirigente del settore Ambiente, dell’Arta, del Ministero per le Infrastrutture e della ditta Nicolaj che si è aggiudicata l’appalto. Non solo: nelle scorse ore il Ministero ha ufficializzato l’assegnazione a Pescara di altri 500mila euro, in aggiunta ai 500mila euro già erogati dalla Regione Abruzzo, per consentirci di incrementare la quantità di materiali dragati già durante tale prima fase. Ancora una volta la conferenza stampa del Pd, priva di sostanza, è stata tardiva e soprattutto inesatta. E’ vero che si è registrato un ritardo sull’attivazione delle procedure, ritardo che però non è imputabile né al Comune né tantomeno alla Regione, ma piuttosto all’indeterminatezza di alcuni Enti regionali, a partire dall’Arta che ha posto una serie di paletti e di divieti mai registrati prima d’ora nel trattamento dei materiali dragati stessi”. Lo ha annunciato il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, consigliere regionale, al termine del vertice odierno convocato in Regione sul dragaggio.
“La riunione tecnica odierna ci ha confermato che ormai la procedura per l’escavazione dei fondali è giunta al termine – ha specificato Sospiri – Regione, Ministero, Provveditorato e Provincia hanno rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie e l’escavazione dei fondali del porto canale inizierà non appena sarà arrivata sulla banchina il macchinario proveniente dal Belgio e necessario per il trattamento dei fanghi, e si tratta di un trasporto eccezionale. Tra l’altro stamane è emersa l’ennesima novità nella vicenda relativa al trattamento dei fanghi dragati, una vicenda che ha causato il ritardo nell’avvio delle operazioni stesse: stamane l’Arta ha ufficializzato che quel materiale sabbioso non dovrà essere smaltito in discarica, ma potrà essere recuperato e riutilizzato nell’edilizia, ad esempio nei cantieri. Non solo: per la prima fase del dragaggio la Regione ha stanziato 500mila euro che, come ormai sappiamo, non ci avrebbe consentito un intervento radicale di bonifica dei fondali del porto canale. Stamane però, durante la riunione tecnica, è arrivata la notizia dal Ministero delle Infrastrutture che ci ha messo a disposizione per il 2010 altri 500mila euro, che porteranno dunque a 1milione di euro la provvista finanziaria per il primo dragaggio del porto canale, abbattendo i costi relativi all’uso delle macchine. E tale somma si va ad aggiungere al milione di euro già previsto dalla Regione per i primi mesi del 2011, in altre parole disponiamo di un fondo di 2milioni di euro che in pochi mesi ci consentirà di restituire ossigeno al nostro porto, rendendolo di nuovo fruibile per le categorie che dipendono dallo scalo, come gli operatori della pesca e gli armatori. E’ evidente che ci sono stati dei ritardi, determinati, purtroppo non dal Comune o dalla Regone, ma piuttosto dall’incertezza e dall’indeterminatezza di alcuni Organismi, come l’Arta, relativamente al trattamento dei fanghi. Prima il divieto di utilizzare la vasca di colmata del molo di levante, sino agli anni scorsi sempre autorizzata dall’Arta, poi il divieto di gettare in mare i fanghi, anch’essa una procedura sempre utilizzata in passato, infine l’assenza di una discarica in cui smaltire i fanghi e l’obbligo per la ditta che ha vinto l’appalto di avvalersi di un macchinario per la decantazione dei fanghi stessi, prima del loro smaltimento, salvo scoprire oggi che quei fanghi non dovranno essere smaltiti in discarica ma riutilizzati. A questo punto, come ha sostenuto stamane il dirigente Sorgi, gli apparati della Regione Abruzzo dovrebbero aver superato tali indeterminatezze consentendoci di avviare le operazioni, e rendendo di fatto inutili le chiacchiere odierne al vento del Pd, come sempre privo di argomentazioni”.

Daniele Galli

 

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