Pescara, voli low cost: bufera sul caso Ryanair

Pescara. “Il Governo Renzi svela il bluff del Presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso sull’aeroporto regionale e ufficializza che per il 2016 non ci sarà alcuna riduzione delle tasse aeroportuali per i voli low cost”.

Ad intervenire sulla dismissione di Ryanair a Pescara è Armando Foschi, di ‘Pescara mi piace’, che con una nota stampa comunica:

“Caduta una delle condizioni imprescindibili poste da Ryan Air per mantenere rotte e vettore sul capoluogo adriatico, il suo addio diventa definitivo. A questo punto è chiaro: o il Governatore D’Alfonso non ha alcuna ‘entratura’ a Roma, nonostante le sue millantate amicizie con i vari Ministri, o sapeva delle reali intenzioni del Governo e si è divertito a prendere in giro pescaresi e abruzzesi per cinque mesi”.

“Adesso è finita, e per il nostro scalo è definitiva anche la mannaia che ci porterà dritti verso il declassamento della base”. Foschi già lo scorso inverno aveva svelato il piano di dismissione della base Ryan Air a Pescara e dopo la smentita è giunta la ‘confessione’ da parte del Governo D’Alfonso.

“La notizia è emersa dalle cronache sarde, dov’è stata avviata una campagna capillare contro l’aumento delle tasse passeggero applicate dal Governo Renzi sui voli low cost, una delle cause che hanno indotto Ryan Air a dismettere una serie di basi aree, prima fra tutte Pescara, potenziando, però, altre location, fra cui il vicino aeroporto di Ancona-Falconara”.

“Ebbene, a fronte di un’interpellanza urgente presentata in aula dal deputato Mauro Pili, il Governo ha ribadito in modo definitivo che per il 2016 non vi sarà alcuna riduzione delle tasse e che l’eventuale, ipotetico, taglio del 2017 sarà valutato solo se il gettito del 2016 sarà superiore alle previsioni”.

“In caso contrario il Governo non intende tornare sui propri passi, parole definitive che chiudono le porte a qualunque possibile trattativa, semmai ce n’è stata una, visto che a questo punto è assolutamente legittimo dubitare di tutte le false illusioni propinate sino a oggi dal Governatore D’Alfonso che, anzi, sta di fatto imponendo all’Abruzzo di subire qualunque decisione venga calata da Roma, senza alcuna reazione né ribellione, applicando solo la tecnica dello stancheggio, ovvero trascinare le problematiche per mesi sperando, forse, che i cittadini dimentichino o che il tempo renda meno duro sopportare le ingiustizie subite”.

“Tutti sappiamo che il taglio delle tasse passeggero era una delle condizioni poste dalla Ryan Air per valutare la possibilità di mantenere la propria base operativa a Pescara, ed è chiaro che, caduta tale possibilità, Ryan Air porterà a termine la propria operazione commerciale. Tradotto: a partire dal primo novembre prossimo, come già preventivato, perso nel frattempo anche il collegamento con Roma effettuato da Alitalia, il nostro scalo perderà tutte le rotte internazionali, uscirà fuori dal circuito dei grandi aeroporti di riferimento, tramonterà anche il teorico sviluppo come terzo aeroporto di Roma, e si avvierà verso il sentiero del declino e del declassamento, con il rischio ormai concreto e tangibile di perdere la qualifica di aeroporto di interesse nazionale”.

“Nei prossimi giorni l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ cercherà di incontrare le categorie produttive del territorio per capire le eventuali azioni da intraprendere per tutelare l’immagine e l’economia dell’Abruzzo e di Pescara in particolare, l’unica città con un porto inagibile, un aeroporto prossimo al declassamento, un mare inquinato, ma con la tassa di soggiorno per salassare i turisti”.

Immediata la replica di Camillo D’Alessandro, consigliere regionale delegato ai Trasporti, che assicura:

“Proprio oggi il presidente Luciano D’Alfonso ha sentito telefonicamente il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, il quale ha confermato l’impegno per una soluzione positiva della vicenda e ha garantito quanto già è stato oggetto di confronto. Noi restiamo quindi fermi a quanto rappresentatoci dal ministro sia riguardo alla tassazione aeroportuale sia riguardo alla regolamentazione della quale si occupano congiuntamente la Conferenza delle Regioni e il Ministero”.

E aggiunge:

“Esistono due categorie di profili di fronte ai problemi: quelli come Foschi, che fanno il tifo affinché vada tutto male per poterne ricavare un minuto di visibilità, e chi come noi cerca di risolverli con puntualità. Noi preferiamo il rischio di leggere l’ennesimo comunicato inutile di Foschi anziché evitare di affrontare i problemi e far finta che è sempre colpa degli altri”.