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Pescara, rischio demolizione per l’ex centrale del latte. Sede di D’Alfonso e simbolo del Fascismo

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 21:27

centrale-latte-pescaraPescara. L’ex centrale del latte è a rischio demolizione. Un’opera storica progettata da Florestano di Fausto chiamata a funzionare come la “Centrale del Latte” del comprensorio Pescarese venne terminata nel 1932, già funzionante nel ’36, fu di importanza strategica per il nuovo assetto urbanistico della città assieme all’edificio dell’ONMI presente sulla stessa via del Circuito. I fratelli Giuseppe e Raffaele Staccioli originari di Manoppello furono i titolari dell’omonima impresa di costruzioni che ebbe nel periodo incarichi in Libia e in Albania.

 

La centrale del latte nasceva dall’esigenza fascista di celebrare la città che ha dato i natali a Gabriele D’Annunzio e, insieme alle altre costruzioni simboliche quali il Liceo Ginnasio intitolato allo stesso autore, la Casa del Balilla, la Cattedrale di San Cetteo e l’Ospedale Civile, costituisce patrimonio storico, artistico e testimoniale del secolo che, più di tutti, ha caratterizzato la città di Pescara. Un patrimonio, che secondo Acerbo, sarà presto demolito.
“Ringrazio il Comitato Abruzzese del Paesaggio – ha spiegato Acerbo – per avermi segnalato che sarebbero già iniziati i lavori di smontaggio degli infissi anche se non ci sono cartelli di cantiere. Ho immediatamente telefonato all’assessore all’urbanistica Antonelli e al comandante Maggitti per chiedere di verificare se sia stato comunicato al Comune l’inizio attività. Italia Nostra ha lanciato da tempo un appello alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Abruzzo, per sottoporre a formale tutela l’edificio, ai sensi del Dlgs 42/2004 – Codice dei Beni culturali e del paesaggio”.
Acerbo ha ricordato che l’edificio è noto ai più probabilmente per aver ospitato gli uffici di Luciano D’Alfonso e del suo staff e per questo motivo che “Mascia e Sospiri potrebbero desiderare la scomparsa di uno dei luoghi simbolo del dalfonsismo, ma farei loro presente che Florestano Di Fausto costruì anche la tomba della famiglia Mussolini a S. Cassiano di Predappio. Raggiungeremmo il massimo del ridicolo se la ex-Centrale del latte fosse abbattuta durante il festival dannunziano”.
Il consigliere di Rifondazione lancia un appello all’amministrazione comunale e ai parlamenti pescaresi per bloccare una eventuale demolizione di un palazzo così importante per Pescara. Inoltre ha segnalato uno studio, segnalato sul sito http://escholarship.org/uc/item/9hm1p6m5#page-1, dell’Università della California sulle opere architettoniche disegnate da Florestano Di Fausto.
Insomma la cultura non ha colore, almeno per Acerbo che chiede una variante di salvaguardia degli edifici storici e di pregio della città. Anche quelli fascisti.

Permesso deo lavori rilasciato dal Comune il 14 giugno. Il consigliere di Rifondazione ha continuato le ricerche riguardo all’ex centrale del latte di Pescara, scoprendo che il permesso di costruire è stato rilasciato dal Comune lo scorso 14 giugno.
“E’ prevista – ha spiegato Acerbo – la cosiddetta ristrutturazione innovativa, cioè il fabbricato storico sarà demolito e al suo posto sarà realizzato un manufatto nuovo, più grande e più alto. Ho chiesto al dirigente comunale competente se poteva sospendere il provvedimento, ma mi ha risposto che a suo parere non ci sono i presupposti giuridici. La strada da percorrere per salvaguardare un’opera di sicuro interesse storico-architettonico è quella dell’intervento della Sovrintendenza alla quale invierò domattina una lettera sottoscritta anche dalla consigliera Paola Marcheggiani. Ho parlato anche con il sindaco chiedendogli di attivarsi in tal senso”.

 

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