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La Provincia di Pescara rischia di perdere 2mln di euro dall’Europa

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 22:41

allegrinoPescara. La Provincia di Pescara rischia di perdere due milioni di euro dall’Unione Europea. La denuncia è del consigliere dell’IdV Antonella Allegrino che ha spiegato: “Se il presidente Guerino Testa dichiara che a causa della manovra governativa l’Ente è in difficoltà, perché il suo esecutivo si espone al rischio di perdere i quasi due milioni di euro in arrivo dall’Europa che finanziano due progetti europei realizzati dalla precedente amministrazione, già approvati nel 2009 e di cui la Provincia di Pescara è per la prima volta capofila a livello internazionale?”
Si tratta di “Women’s media in the Euromed”, in partnership con Malta, Marocco, Francia e Libano per la realizzazione di un film sulla condizione della donna nel Mediterraneo e “Women’s for change”, per l’istituzione di una rete di donne presenti negli enti locali con Tunisia, Libano e Francia: progetti che si sarebbero dovuti sviluppare nell’arco di 32 mesi, a partire dal 29 dicembre 2009, pena il rischio di veder sfumare risorse e leadership della Provincia.
“Rispondendo ad una mia interrogazione – ha aggiunto l’Allegrino – presentata venerdì scorso in Consiglio Provinciale, l’Amministrazione ha ammesso che ci sono stati dei ritardi e ha riconosciuto anche che c’è preoccupazione sull’iter da parte dei paesi partner, ammettendo così il fatto che il rischio di perdere quelle risorse, che per la prima volta sono così consistenti per la Provincia, esiste. Un rischio a cui si aggiunge anche quello di chiudere i rapporti con l’Europa e con la direzione generale di riferimento, perdendo la possibilità di vedersi finanziare altri progetti in futuro, perché l’UE ha procedure molto rigide che richiedono il rispetto di tempi, programmi e procedure, nonché dei criteri stabiliti per l’attuazione dei programmi”.
Inoltre la preoccupazione dei paesi partner rischierebbe di esprimersi non solo come danno di immagine, ma anche attraverso azioni legali verso l’Ente, per via degli anticipi già percepiti e non ancora redistribuiti ai paesi in cordata. Fino ad oggi gli incontri fatti sono tre: uno a Roma, (8-10 febbraio), due a Tunisi (22-23 febbraio e 3 maggio), più l’avvio di passaggi tecnico burocratici, fra cui l’elezione del Cda dell’Iris, interfaccia con l’Europa per l’ente, scaduto con la precedente amministrazione e rieletto solo nella seduta consiliare del 2 luglio scorso. “Di fatto – ha concluso il consigliere dell’IdV – resta da sapere su cosa il Cda stia lavorando considerato che ad oggi non è stato ancora convocato, così pure come resta difficile credere che l’Amministrazione riesca a superare ritardi e brutte figure mettendosi al lavoro per tutto il mese di agosto, come mi è stato risposto in Consiglio”.

 

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