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Pescara, la Provincia verso il Bilancio: per il 2015 meno soldi per scuole e strade

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 23:08

Pescara. Persi 3,8 milioni di euro da inserire nel Bilancio della Provincia per il 2015, che non potrà essere approvato entro il prossimo 30 luglio. I soldi persi provengono dall’avanzo amministrativo del 2014 e il Decreto Enti Locali non consente di reinserirli nel prossimo bilancio di previsione, perciò questi fondi rimangono bloccati nella Cassa Depositi e Prestiti del Ministero delle Finanze.

“Entro il 30 luglio sarà impossibile approvare il Bilancio di previsione e, di conseguenza, qualunque sostegno economico dovesse arrivare dalla Regione non ci permetterebbe comunque di agire. Siamo bloccati e questo pantano si ripercuoterà sui cittadini. Se le cose resteranno così, infatti, non riusciremo a provvedere alle funzione fondamentali che la Delrio ci ha assegnato: viabilità, edilizia scolastica e ambiente” ha affermato Antonio Di Marco, presidente di Upi (Unione Province Italiane) Abruzzo, nonché della Provincia di Pescara, durante l’incontro svoltosi fra i presidenti delle quattro Province della regione e i parlamentari abruzzesi.

Il Decreto Enti Locali prevede innanzitutto una riorganizzazione delle Province, che manterranno i loro ambiti di competenza territoriale (viabilità, edilizia scolastica e ambiente) soltanto sul piano tecnico e burocratico; sul piano gestionale e amministrativo, invece, il Decreto prevede un progressivo svuotamento delle loro funzioni: in pratica, le Province diventeranno il ‘braccio’ operativo dei Comuni.

“Tradotto sul territorio, a settembre molte scuole potrebbero non riaprire, dato che non potremo assicurare loro neanche il riscaldamento; saremo costretti a chiudere al traffico numerose strade (quelle già interdette sono 3 nella Provincia di Pescara, 10 a L’Aquila, 3 a Chieti e 6 a Teramo) e non saremo in grado di provvedere all’assistenza dei disabili” ha proseguito Di Marco, che ha poi fatto notare che l’avanzo amministrativo totale della Provincia di Pescara ammonta a circa 30 milioni di euro. “Il paradosso è che Pescara, ad esempio, pur avendo 30 milioni di euro nelle sue casse, non può pagare le imprese che hanno lavorato e che da un anno, ormai, attendono di ricevere ciò che spetta loro”.

Un paradosso, soprattutto se si pensa che i tagli maggiori del Decreto Enti Locali agiscono all’interno dell’Ente stesso, poiché l’avanzo amministrativo non viene considerato come un risparmio dell’Ente, consentendogli quindi di reinvestire quelle risorse nel territorio; se non utilizzate, quelle risorse restano bloccate nella Cassa Depositi e Prestiti, di cui il Ministero delle Finanze è socio maggioritario (all’80%), ma di cui anche Fondazioni e Banche detengono quote partecipate.

Con la riorganizzazione delle Province e lo svuotamento delle tradizionali funzioni amministrative e gestionali anche buona parte del personale del personale dipendente è stato ‘tagliato’, per essere poi riassorbito presso i Comuni del territorio. Secondo i dati economici presentati dal presidente dell’Upi, le 4 Province abruzzesi ad oggi hanno speso 28 milioni di euro per pagare dipendenti che, secondo la legge di riordino non dovrebbero già più essere a carico degli enti provinciali.

“Chiediamo a voi parlamentari una presa di responsabilità, e di comprendere che bisogna intervenire immediatamente, altrimenti sarà il collasso” ha affermato Di Marco.

All’incontro, svoltosi presso la Sala Figlia di Iorio della Provincia, erano inoltre presenti Antonio De Crescentiis (Provincia de L’Aquila); Renzo Di Sabatino (Provincia di Teramo); Mario Pupillo (Provincia di Chieti); i parlamentari: Antonio Castricone, Federica Chiavaroli, Vittoria D’incecco, Gianluca Fusilli, Daniele Licheri (in sostituzione di Gianni Melilla), Antonio Razzi, Gianluca Vacca, Maria Amato, Stefania Pezzopane, Paolo Tancredi, Tommaso Coletti.

Gli onorevoli presenti, a vario titolo e con diverse motivazioni, hanno assicurato che si attiveranno con emendamenti che permettano di modificare la riforma delle Province, “in modo che non si creino disservizi”, fermo restando l’impossibilità di tornare indietro su quanto stabilito dal governo circa il futuro delle Province stesse.

Di Marco ha chiuso l’incontro comunicando che entro un mese l’Upi Abruzzo si recherà a Roma per incontrare nuovamente i parlamentari e per conoscere delle decisioni assunte.

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