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Pescara, De Andrè e Pasolini tornano in scena con Neri Marcorè

Ultimo Aggiornamento: martedì, 27 Febbraio 2018 @ 17:47

Pescara. Neri Marcorè “riporta in vita” De Andrè e Pasolini: doppio appuntamento al Teatro Circus di Pescara con Quello che non ho.

 

Marcorè, ormai affermato come uno dei più celebri attori del cinema e della tv italiana, lunedì 5 e martedì 6 marzo 2018, nell’ambito della cinquantaduesima Stagione Teatrale della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”, porterà in scena “Quello che non ho”, spettacolo costruito a partire dalle canzoni di Fabrizio De André e dalle pagine più profetiche e visionarie di Pier Paolo Pasolini.

Con l’attore, saranno sul palco tre musicisti di grande talento interpretativo, come Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, impegnati nell’esecuzione dei brani del grande cantautore genovese arrangiati da Paolo Silvestri. La regia e la drammaturgia dello spettacolo sono curate da Giorgio Gallione.

Gli spettacoli si terranno al Teatro Circus di Pescara: la rappresentazione di lunedì 5 marzo avrà inizio alle 21 mentre martedì 6 marzo è in programma la replica pomeridiana alle ore 17. Il biglietto di ingresso costa 33€ per le Poltronissime e 28 per le Poltrone (per i soci della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”, i biglietti costano, rispettivamente, 30€ e 25€).

“Quello che non ho” è un affresco teatrale che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza del futuro.

Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di Fabrizio De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”, che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea.

Lo spettacolo attraversa perciò storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. Storie di sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità, rilette con un filtro grottesco, ghignante e aristofanesco.

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