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Vertenza Oma: due proposte per salvare l’azienda della Val Pescara

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 11 Ottobre 2019 @ 19:08

Tocco da Casauria. Si è tenuto nel pomeriggio l’ incontro organizzato nella sede pescarese della Regione Abruzzo per discutere la vertenza Oma, l’azienda metalmeccanica con insediamenti a Tocco e Castiglione a Casauria e un centro manutenzione a Bussi Officine che, dopo la dichiarazione di bancarotta, mette a rischio il posto di lavoro circa 330 persone in Italia, la metà in Abruzzo.

Al tavolo si sono seduti Fiom Cgil, Fim Cisl, le rappresentanze aziendali, la Regione Abruzzo, Confindustria Chieti-Pescara, nonché i rappresentanti della Oma Spa. Il prossimo 22 ottobre il tribunale di Pescara sarà chiamato a decidere sul concordato
e sull’eventuale scongiurato fallimento. Nel frattempo la Regione ha comunicato che ha ricevuto un interessamento concreto e documentato dal gruppo Omax, che sarebbe disponibile da subito all’affitto dell’ azienda e a preservare immediatamente
oltre 200 posti di lavoro nonché del restante nell’arco di 24 mesi successivi. L’ azienda sul tavolo porta a conoscenza che un secondo gruppo, la Humangest è anch’essa interessata.

“Sarà un percorso condiviso quello tra Regione Abruzzo, lavoratori e sindacati per la soluzione della vertenza”, commenta l’assessore Regionale alle Attività produttive, Mauro Febbo. L’obiettivo immediato è evitare il fermo produttivo dei siti. E questo un aspetto delicato che non rientra nella nostra sfera di competenza – ha detto Febbo – perché riguarda il tribunale fallimentare, chiamato ad emettere un provvedimento dopo che è stata respinta l’ipotesi di concordato preventivo, ma sono convinto che i magistrati terranno conto delle implicazioni sociali e occupazionali che si porta dietro la vertenza. L’esercizio provvisorio sarebbe per il momento l’ipotesi migliore anche in vista di uno sviluppo della vertenza”.

La strada indicata dall’assessore è stata condivisa da lavoratori e sindacati, anche perché, secondo quanto ha riferito Mauro Febbo, “ci sono buone possibilità che l’azienda possa essere rilevata da altri gruppi industriali. Ci sono almeno due manifestazioni di interesse da parte di aziende ben strutturate sul mercato. Questo ci induce ad avere sulla vertenza un atteggiamento positivo. Le proposte che sono a conoscenza della Regione prevedono una prima fase con l’affitto d’azienda e successivamente un assorbimento della stessa. I 300 addetti – ha aggiunto Febbo – potrebbero essere tutti riassorbiti in due fasi: una prima con l’assunzione di 220 lavoratori e una seconda con l’assorbimento degli altri 80 dopo adeguata formazione che la Regione è pronta a finanziare”.

Mauro Febbo ha poi comunicato a sindacati e lavoratori di essere in contatto con l’assessore alle Attività produttive della Toscana, Stefano Ciuoffo, regione nella quale Oma Group è presente con i due stabilimenti di Firenze e Massa Carrara interessati anch’essi alla procedura di fallimento. A breve, infine, l’assessore Febbo avrà un incontro informale con il Prefetto di Pescara per concordare una linea comune.

“In questa fase”, commentano i sindacati in una nota congiunta, “abbiamo poche strade, le stiamo percorrendo tutte ma sarà indispensabile che nei prossimi giorni il tribunale verifichi la possibilità di concedere l’ esercizio provvisorio, probabilmente questa è la vera e unica chance che potrà dare continuità alle attività e alla conservazione dei livelli occupazionali, il problema vero è che se ci saranno interruzioni nelle attività, la committente principale di Oma, la Nuovo Pignone, probabilmente affiderà le commesse ad altre aziende, a quel punto non avremo nulla di cui parlare”.

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