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Rigopiano, il fratello del cameriere che chiese soccorsi: “Nessuna fiducia nello Stato”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Febbraio 2019 @ 18:46

Penne. “La prossima settimana ci saranno questi nuovi interrogatori, fra cui quello dell’ex prefetto Francesco Provolo. Vedremo cosa uscirà fuori, cosa emergerà e cosa dichiarerà, ma io non sono più fiducioso né nello Stato e né in nessuno. Posso ringraziare solo carabinieri E forestali e chi sta portando avanti le indagini. Per il resto non ho più fiducia in nessuno”.

Lo ha detto Francesco D’Angelo, fratello di Gabriele (in foto), il cameriere di Penne morto tra le 29 vittime della tragedia di Rigopiano e autore di alcune telefonate dall’hotel prima della valanga, parlando degli della prossima settimana in Procura a Pescara per il disastro del 18 gennaio 2017.

“Cosa accadrà non so, mi aspetto giustizia e che chi dovrà pagare, pagherà”, aggiunge D’Angelo,che conclude parlando delle telefonate fatte dal fratello: “Mi dispiace per mio fratello che si è speso tanto. Faceva di tutto per la sua incolumità e quella altrui. Mi spiace che quanto ha fatto non è servito. Oggi potevamo avere 40 persone vive”.

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