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Pescara, abbandonavano e poi bruciavano rifiuti: terreno sotto sequestro

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 9 Settembre 2021 @ 12:29

Pescara. I militari del Nipaaf del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara, in esecuzione del decreto del Gip del locale Tribunale, Dott.ssa Antonella Di Carlo, hanno posto sotto sequestro un’area di circa 500 m2 in località “Colle Orlando” di Pescara, dopo aver denunciato due imprenditori titolari dell’area e un loro dipendente, tutti residenti fuori città, per abbandono e abbruciamento di rifiuti con conseguente incendio boschivo.

I denunciati, utilizzando il sedime di una villetta ancora in costruzione di proprietà di una ditta romana e realizzata proprio nella pineta di Colle Orlando, vi accumulavano rifiuti di vario genere, anche pericolosi, presumibilmente derivanti da lavori edili e da sgombero di cantine, tra cui pannelli isolanti in lana di vetro o cartongesso.

L’indagine, iniziata nella primavera scorsa su segnalazione di alcuni abitanti del posto, che evidenziavano la presenza di una discarica con fuochi accesi nella pineta, ha permesso di scoprire una sistematica attività di trasporto con furgoni e abbandono di rifiuti e il loro costante abbruciamento in un contenitore di acciaio, trovato pieno di cenere e di residui bruciacchiati di materie plastiche, posto nello stesso giardino della villetta non ancora terminata e pericolosamente quasi a contatto con la vegetazione della pineta circostante.

In un caso gli stessi Forestali, in servizio nel mese di giugno all’ultimo piano della Procura di Pescara, hanno avvistato un pennacchio di fumo provenire proprio da quel terreno, ben visibile in linea d’aria, ed hanno dato l’allarme ai Vigili del Fuoco di Pescara, prontamente intervenuti, scongiurando il pericolo, visto che le scintille erano saltate dal braciere e stavano innescando un altro incendio della pineta, dopo quello dell’anno scorso, avvenuto nelle vicinanze.

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I responsabili degli illeciti, puniti dal Decreto Ambientale del 2006 e dal codice penale, ora rischiano delle condanne complessive fino a tredici anni e mezzo di carcere e un’ammenda fino a 26.000,00 €, se dovesse essere confermata la presenza di rifiuti pericolosi.

“Ancora una volta” ha dichiarato il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Pescara, “è stata dimostrata la pericolosità, non solo per l’ambiente, di una pratica illecita, come quella di bruciare i rifiuti abbandonati, che fa male, con i suoi miasmi, anche alla salute umana”.

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