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Pescara, 70 lavoratori in protesta per Le Naiadi chiuse: “Colpe di tutti”

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 24 Aprile 2019 @ 19:46

Pescara. Continua il presidio di protesta dei lavoratori de Le Naiadi, dopo l’ennesima chiusura dettata da problemi tecnici all’impianto sportivo di proprietà della Regione Abruzzo.

A turno, i 70 dipendenti, che non ricevono stipendi da mesi, stanno protestando per le precarie prospettive lavorative future, dopo aver annunciato per lunedì una manifestazione davanti alla sede della Regione Abruzzo.”Non c’è un singolo responsabile. Se alle Naiadi siamo arrivati a questa situazione, le colpe sono di tutti. Non ci sentiamo di addossare delle responsabilità ad un singolo gestore, o a quelli che si sono succeduti negli ultimi anni, perché parliamo di almeno dieci anni. Siamo arrivati al punto però che se vogliamo salvare questa struttura, ci deve essere un impegno della Regione, ente proprietario, affinché si metta mano alla situazione con serietà e facendo quello che deve essere fatto. La Regione ha grosse responsabilità con rimbalzo di responsabilità fra le varie Giunte che si sono susseguite”. Così Piero Perna, rappresentante dei lavoratori delle Naiadi, fa il punto sulla situazione critica che fa il paio con le vicissitudini amministrative legate alla gestione.

“Ora deve intervenire la Regione – spiega Perna – perché negli anni non sono stati fatti che interventi estetici e non strutturali. La convenzione, che noi riteniamo lacunosa in alcuni punti, prevede un impegno di 60 mila euro l’anno che in dieci anni ammontano a 600 mila euro. Come sono stati spesi questi soldi, e per fare cosa? E poi si parla tanto – spiega ancora Perna – di questo bando per le Asd, potrebbe anche questo presentare delle lacune per cui sarà bene valutare tutte le varie situazioni, per evitare la chiusura definitiva delle Naiadi”.

I rappresentanti sindacali, invece, si chiedono se sarà la Regione a trovare i fondi per procedere agli interventi di riparazione, che, sembrano necessitare di uno-due mesi di tempo, con il rischio di compromettere la stagione agonistica che ha il suo clou tra giugno e luglio con i campionati regionali e le qualifiche per i nazionali.

FALLITA LA PROGETTO SPORT

Ma in giornata è arrivata anche la notizia della sentenza per il fallimento della Progetto Sport Gestione Impianti che fino ad oggi, ha gestito in convenzione regionale la struttura. “Appena avuto notizia della sentenza di fallimento, mi sono sentito in dovere di andare ad incontrare il curatore fallimentare, la dottoressa Claudia Mariani in quanto, alla luce della sentenza dovrà essere ricostruito lo stato dell’arte della situazione. Abbiamo interloquito anche con la Regione per la revoca del ricorso al Tar, che ora ovviamente è decaduto”. Queste le prime parole di Livio Di Bartolomeo, amministratore della società.

Sulla sentenza Di Bartolomeo non è voluto entrare nel merito, parlando però di sentenza inattesa. Ora molto probabilmente venerdì 26 aprile il curatore fallimentare incontrerà la Regione per individuare un percorso condiviso e i passaggi tecnici propedeutici al proseguimento delle attività.

“Il percorso per assicurare un futuro alle Naiadi, tracciato di concerto con le associazioni che usufruiscono dell’impianto e con le rappresentanze dei lavoratori – commenta l’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Mauro Febbo – alla luce della decisione del Tribunale di dichiarare fallita la Progetto Sport, rimane congelato. Ora ogni nostra iniziativa, in virtù delle ultime vicissitudini giudiziarie, dev’essere vagliata dall’avvocatura, ma è certo che – conclude Mauro Febbo – lavoreremo per garantire il ripristino della fruibilità degli impianti ed assicurare la tutela occupazionale degli 80 lavoratori, diretti e indiretti, per cui la settimana prossima chiederò di incontrare la curatela per capire termini e modalità perché l’impianto torni nella disponibilità della proprietà, mi auguro in tempi brevi”.

 

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