Montesilvano, panchina rossa e giardino per Norma Cossetto

Montesilvano. Inaugurato oggi sul lungomare via Aldo Moro, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il giardino alla memoria di Norma Cossetto, la studentessa istriana stuprata e gettata viva in una foiba nei pressi di Villa Surani dai partigiani jugoslavi.

Al centro del giardino (di fronte allo stabilimento balneare Bagni Luca) è stata inserita una panchina rossa per ricordare tutte le donne vittime di violenza.

“Questo giardino situato in una zona centrale della città vuole dare valore a questa Giornata del 25 novembre, offrendo una riflessione nei confronti di Norma Cossetto, che subì violenza dai partigiani jugoslavi – afferma il sindaco Ottavio De Martinis –. Ringrazio il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che ha portato all’attenzione questa drammatica pagina della storia. All’interno dell’area abbiamo inserito una panchina rossa, contro l’indifferenza con lo scopo di raggiungere una cultura paritaria e con l’auspicio che il fenomeno dilagante della violenza contro le donne possa estinguersi al più presto. Dopo via Antonio Pieramico, giovane finanziere di Montesilvano, la città rende omaggio a un’altra vittima delle foibe”.

“Ringrazio il sindaco De Martinis e il consigliere Forconi a nome del presidente Mario Di Racca per l’iniziativa di oggi – ha detto Donatella Bracali, vice presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Donatella Bracali – . Parlo a nome degli esuli e degli italiani, che hanno subito la violenza ideologica, di cui Norma è il simbolo più doloroso. Norma era una ragazza innocente, una studentessa violentata per 17 ore dai suoi aguzzini, il suo calvario deve essere un monito per le nostre coscienze”.

ANPI POLEMICA: RICORDARE TUTTE LE DONNE

L’Anpi, con una nota firmata dal comitato provinciale, polemizza: “La scelta operata dall’Amministrazione comunale di Montesilvano, apparentemente condivisibile in assoluto, è in realtà, come quella precedente del Comune di Pescara, divisiva e di parte”.

Nel ribadire la sua “assoluta condanna di ogni forma di violenza sulle donne” , l’Anpi rileva che “l’intitolazione, anziché alla sola Norma Cossetto, la cui uccisione fu comunque un crimine da condannare senza riserve, avrebbe dovuto riguardare tutte le donne vittime di violenza o quanto meno tutte le donne, anche abruzzesi, vittime di violenza nella guerra nazifascista. Donne non di rado barbaramente assassinate dagli occupanti e dai loro alleati”.