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Montesilvano, lungomare invaso dalla sabbia: il comitato Saline MarinaPP1 diffida il Comune

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 6 Febbraio 2020 @ 19:03

Montesilvano. Il forte vento, proveniente da nord, di questi giorni non ha risparmiato il lungomare di Montesilvano che si è ritrovato, insieme a marciapiedi, pista ciclabile e parcheggi, letteralmente cosparso dalla sabbia causando non pochi pericoli alla circolazione, sia di pedoni che di veicoli.

 

I tratti interessati sono, per intenderci, quelli della zona dove si è tenuto il concerto di Jovanotti per cui il Comune ha rimosso le siepi che, in qualche modo, facevano da sipario e riducevano vento e sabbia provenienti dal mare. Per questo motivo il comitato Saline Marina PP1 diffida il Comune di Montesilvano, responsabile di tale “insidia stradale”, a mettere in sicurezza i luoghi e A ripristinare siepi, verde e arredi del lungomare.

“Si configura infatti una responsabilità del comune per insidia stradale per i possibili danni arrecati in caso di incidente”, si legge nella 20-02-06_Diffida_Sabbia_Lungomare_SMPP1. “E’ infatti evidente”, dice il presidente del comitato Saline.Marina.Pp1, “il nesso causale tra la colpa dell’ente custode della strada di aver asportato siepi dalla spiaggia e cordoli della pista ciclabile, senza averli poi ripristinati, e il danno arrecato in caso di incidente con la conseguente responsabilità dell’ente per colpa grave ai sensi degli Art. 2043 e 2051 C.C”.

Quello che il comitato auspica è inoltre che il Comune voglia avviare la riqualificazione del tratto di lungomare discutendone pubblicamente con cittadini e portatori di interesse.

Montesilvano, lungomare invaso dalla sabbia: il comitato Saline MarinaPP1 diffida il Comune

Gruppo Consiliare PD – Progressisti per Montesilvano e M5S: “Si continua a negare l’evidenza”. Avevamo da diverso tempo annunciato che il mancato ripristino di una barriera frangivento avrebbe creato pericolo di attraversamento della strada per veicoli e pedoni, depauperamento della risorsa sabbia, costi di pulizia periodica del manto stradale e in generale disagio alla collettività. Tuttavia si continua a negare l’evidenza, contravvenendo anche i principi fondamentali della fisica meccanica, uguagliando gli effetti di insabbiamento del manto stradale con e senza barriera. Esistono diverse tecniche di ingegneria naturalistica per la realizzazione di barriere frangivento che puntano ad impedire il degrado dell’ecosistema sabbioso, rafforzando le difese dai pericoli che lo minacciano. Ma siamo troppo lontani dal concetto di protezione del litorale e dal considerare la sabbia come una risorsa. Eppure già il codice della navigazione stabilisce il divieto di asportazione della sabbia anche per modiche quantità, in quanto bene di pubblica utilità. Invece dopo cinque mesi dall’asportazione della siepe e delle cordonature della ciclabile, non si ancora è provveduto ad una soluzione provvisoria a protezione del litorale per la stagione invernale, né tanto meno al ripristino dello stato del luogo con la piantumazione di una siepe frangivento.
I risultati sono evidenti e insidiano la sicurezza stradale di cui è responsabile l’ente in caso di incidente, con ulteriori aggravi a carico del Comune che già è costretto a sostenere i costi di pulizia periodica del manto. Diversamente, si intende avviare un progetto di riqualificazione che non dà una risposta risolutiva a questa problematica. Progetto del quale sappiamo ben poco, se non una illustrazione grafica, con il rialzamento in quota della sede stradale e della pista ciclabile esistente al fine di ottenere l’intera carreggiata su un unico livello, con la delimitazione del nastro stradale con dissuasori, che però non contrastano di certo il sollevamento della sabbia. Stando all’illustrazione, la nuova pista ciclabile seguirà un tracciato curvilineo sull’arenile. Una deviazione che non comporta alcun beneficio, se non ulteriore stress antropico del tratto dell’arenile per l’incursione della pista. Si pensasse piuttosto ad una deviazione interna alla pineta, che avrebbe una doppia valenza: far godere il ciclista del riparo ombroso e soprattutto scoraggiare cattive frequentazioni, riqualificando indirettamente la pineta. Stando a quanto ci è stato riferito in Consiglio, i lavori sono stati già appaltati. Tuttavia non abbiamo contezza dei pareri del demanio, della forestale o di altri eventuali enti preposti. Per approfondire l’argomento e avere contezza del progetto, annunciamo una commissione di garanzia sul tema, con l’auspicio di un ripensamento rispetto alla soluzione approcciata. E’ evidente che non siamo contro una riqualificazione dell’area, tuttavia ci preme che i soldi pubblici siano ben spesi a tutela dei cittadini e a salvaguardia della valenza ambientale del litorale sabbioso.

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