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Lettomanoppello: sopralluogo dell’Unesco alla miniera di Cunicelle FOTO

Ultimo Aggiornamento: martedì, 23 Luglio 2019 @ 16:23

L’ex miniera di bitume di Cunicelle, nel territorio di Lettomanoppello, situata nei pressi del geosito della Grotta delle Praje, questa mattina, è stata teatro di un sopralluogo da parte di due valutatori, scelti dal Consiglio dell’UNESCO Global Geoparks, la rete mondiale dei Geoparchi dell’UNESCO, per verificare l’effettiva valenza, soprattutto geologica, dell’area nonché altre importanti caratteristiche che costituiscono elemento di valutazione ai fini della candidatura stessa del Parco nazionale della Maiella a Geoparco dell’UNESCO.

Si tratta del professor Jin Xiaoqi (Cina) e di Ferran Climent (Spagna), direttore di un parco minerario nella penisola iberica, che sono stati accompagnati, durante la visita, dall’assessore all’Ambiente, Nicola Campitelli. Il sito di Lettomanoppello è uno dei 95 geositi (siti di importanza geologica) individuati all’interno del Parco Nazionale della Majella nell’ambito del dossier presentato dallo stesso Ente ai fini della candidatura. A tal proposito, come esempio di conservazione e rivalutazione del patrimonio di geositi, è stato portato il protocollo firmato dal Parco nazionale della Maiella, dalla Regione Abruzzo, dall’Agenzia del Demanio e dagli altri enti coinvolti per la valorizzazione del complesso delle ex miniere di bitume della Maiella settentrionale.

La visita odierna si inserisce in un programma di quattro giornate che, a partire da ieri, lunedì 21, stanno prevedendo visite in alcuni dei geositi più significativi tra cui le dune fossili della Cerratina lungo la strada per Passolanciano, la Madonnina del Blockhaus, Cima Murelle e Monte Cavallo, l’Eremo di Santo Spirito, la Grotta scura di Bolognano, la cascata Cisterna nella valle d’Orta , l’antico borgo di Roccacaramanico, due geositi in località Balzolo di Pennapiedimonte, le sorgenti del Verde, le gole di San Martino ed il monastero di San Martino in valle, il sito fossilifero, la Grotta degli orsi volanti, Capo di Fiume (Palena), le sorgenti dell’Aventino, il Quarto Santa Chiara (Palena) e Passo San Leonardo. “Si tratta di una opportunità straordinaria per l’Abruzzo ed in particolare per queste aree di elevata valenza geologica – ha commentato l’assessore Campitelli – del resto, vi sono siti, come quelli dell’ex distretto minerario dell’alta val Pescara, che meritano di essere valorizzati e che se riuscissero ad entrare nella sfera dei geoparchi UNESCO, potrebbero generare una ricaduta positiva sia In termini ambientali che economici per l’intero comprensorio. Già oggi – ha aggiunto l’assessore – questi geositi vengono visitati da geologi e speleologi e suscitano l’interesse di tanti appassionati. Questi luoghi, grazie all’UNESCO, potrebbero tornare a nuova vita per il loro indubbio valore naturalistico ed ambientale oltre che di archeologia industriale”.

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