Inchiesta Rigopiano, Matrone: “Pronto ad oppormi all’archiviazione di D’Alfonso”

Pescara. “La Procura di Pescara ha fatto un ottimo lavoro, sono soddisfatto, anche se non del tutto”. E’ il commento a caldo di Giampaolo Matrone, uno dei sopravvissuti della catastrofe di Rigopiano, – che sotto l’hotel travolto dalla valanga ha perso la moglie Valentina, ed è rimasto invalido -, ai 25 avvisi di chiusura delle indagini preliminari e relativa richiesta di rinvio a giudizio per 25 persone.

II trentacinquenne pasticciere di Monterotondo, accoglie con estremo favore, in particolare, la dure contestazioni mosse all’allora prefetto di Pescara, Francesco Provolo (ora direttore dell’ufficio Ispettivo presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco), “che dovrà rispondere anche di falso ideologico e omissione d’atti d’ufficio” ricorda il superstite.

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“Mi sorprende e mi amareggia, tuttavia – aggiunge – che tra i destinatari degli avvisi non figuri l’allora Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Lui era presente alla “famosa” riunione, non poteva non sapere della situazione di Rigopiano. Credo sia doveroso valutare bene perché la Procura abbia ritenuto di proscioglierlo”: se ci saranno gli estremi, sarà proposta opposizione contro la richiesta di archiviazione per il politico, oggi Senatore.

Meno sorpreso invece, Matrone, per la mancanza nella “lista nera” di Daniela Acquaviva, la funzionaria della Prefettura di Pescara che, non credendo alle disperate richieste di aiuto che arrivavano dal resort, pronunciò la frase diventata tristemente famosa “la madre degli imbecilli è sempre incinta”, rispondendo all’allarme lanciato telefonicamente dal ristoratore Quintino Marcella. Matrone effettuò anche un “blitz” in Prefettura per chiederle conto di quelle parole e ne scaturì un violento scontro verbale con Provolo. “In fondo me l’aspettavo – conclude – Non doveva rispondere in quel modo al telefono, e dovrà giustificare per tutta la vita alla sua coscienza la morte di 29 persone: non vorrei essere al suo posto per i rimorsi che deve provare. Evidentemente, però, la Procura non ha ritenuto penalmente rilevante il suo comportamento, considerando che abbia agito secondo quello che gli hanno ordinato i suoi superiori. Non a caso, oltre all’ex Prefetto, è stato chiesto il processo anche per il suo capo di Gabinetto, Leonardo Bianco, e per la vice capo, dirigente della Protezione Civile, Ida De Cesaris”.

I PARENTI DELLE VITTIME: UN PROCESSO PER LA VERITA’

“Rammarico per aver appreso che molti nomi sono stati esclusi”, viene espresso, sul profilo Facebook ‘Rigopiano, in attesa del Fiore’, dal Comitato vittime di Rigopiano.”Prendiamo atto delle decisioni della magistratura”, dicono i parenti delle vitttime, “Aspettiamo tuttavia, come da procedura, di ottenere gli atti, dopodiché si valuterà ogni azione e decisione. Ci sarà un processo dove si saprà realmente chi ha sbagliato e cosa è successo veramente. L’amarezza rimane, ma dobbiamo necessariamente attenerci agli atti per poi agire”