Farindola: “Strade-mulattiere e niente più autobus per Pescara”

Farindola. Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, e il suo vice Luca Labricciosa, lanciano un appello alla Provincia di Pescara e alle istituzioni politiche regionali per denunciare “alcune difficoltà e problematiche che il Comune di Farindola, al pari di altri comuni delle aree interne, quotidianamente affronta e con le quali cerca stoicamente di sopravvivere”.

Il riferimento principale contenuto in una lettera aperta firmata dai due amministratori comunali è la condizione delle strade locali: “Negli ultimi mesi – scrivono – viene meno il rispetto dei diritti fondamentali che la nostra Costituzione prevede, in quanto non
sono garantite le condizioni minime di sicurezza stradale, con una viabilità provinciale ridotta a mulattiera e con conseguenti problematiche legate, oltre che alla sicurezza, anche alle manutenzioni straordinarie che ineluttabilmente si rendono necessarie. Questo si
riflette negativamente anche sui flussi turistici, scoraggiati o meglio impossibilitati a fruire bucolicamente e in sicurezza delle nostre bellezze di cui il nostro territorio è naturalmente dotato”.

“La particolare criticità viaria”, proseguono Lacchetta e Labricciosa, “determina tempi di percorrenza verso l’Ospedale di Penne che non garantiscono il rispetto dei tempi
della rete di emergenza – urgenza, compromettendo quindi il sacrosanto diritto alla salute di ciascun cittadino, messo fortemente in discussione anche dai continui tagli strutturali e di servizi attuati al nosocomio Vestino, con la perdita di posti letto, personale e attrezzature”.

“A tutto ciò si aggiunge la decisione della società del trasporto pubblico regionale TUA che, con ordine di servizio n°156/2021, dal 21 Aprile 2021 sopprime definitivamente il terminal degli autobus di Farindola, con conseguente trasferimento del personale e soppressione
dell’unica corsa diretta Farindola – Pescara, creando ingenti disagi non solo al personale dipendente ma anche i numerosi studenti costretti a raggiungere il capoluogo di provincia per motivo di studio”, aggiungono sindaco e vice sindaco.

“Farindola, in particolare, vive quotidianamente, in aggiunta alle problematiche sopra sintetizzate, anche il calvario psicologico depressivo legato alla tragedia di Rigopiano”, concludono, “Ad oggi, tante promesse, tante manifestazioni di vicinanza, ma alcuna evidente attuazione di seppur piccole progettualità. L’auspicio, da buon padre di famiglia, è che la Politica provinciale e regionale, torni a difendere i diritti di ciascun cittadino, specie
quelli più in difficoltà con azioni e progettualità concrete e veloci che siano in grado di ridare speranza e alla prospettiva di un futuro dignitoso alla nostra comunità”.