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Demolizione Ferro di Cavallo: “serve anche un piano sociale”

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 20 Maggio 2022 @ 15:35

Pescara. La CGIL Pescara e il SUNIA Pescara riconoscono “la necessità di un miglioramento sul piano abitativo e sociale del rione Rancitelli a Pescara, nello specifico dell’area situata in via Tavo denominata Ferro di Cavallo. Non riconoscono però le modalità d’azione applicate dal Comune di Pescara e dall’ATER, che rischiano di incidere pesantemente e negativamente sul diritto all’abitare e alla casa”.

Lo dicono il segretario generale della CGIL Pescara Luca Ondifero e il coordinatore territoriale del SUNIA Pescara Geppino Oleandro.

“La valutazione degli aventi diritto si sta dimostrando molto fallace, ci risultano diversi inquilini con gravi problemi economici e sociali che rischiano realmente di ritrovarsi per strada dalla sera alla mattina. Il progetto di ricostruzione della nuova struttura, in assenza di un reale piano sociale sul territorio, assume il carattere di una semplice riedificazione di una struttura con meno posti abitabili”, sottolineano Cgil e Sunia.

“La mancanza da parte del Comune di un reale piano di manutenzione e riqualificazione degli spazi e dei quartieri, di un piano sociale per i cittadini del territorio, e la sola ristrutturazione o edificazione di spazi verdi e per la socialità (Spazi di convivenza del cittadino), hanno di fatto, se non alimentato, agevolato il degrado e creato spazi per delinquere”.

CGIL Pescara e Sunia Pescara “ritengono opportuno che il Comune di Pescara e l’Ater aprano un confronto con le parti sociali presenti sul territorio e con i rappresentanti degli inquilini su:

  • una nuova politica abitativa sul territorio comunale di edilizia popolare che risponda alle mutate esigenze e al fabbisogno,
  • partecipazione e coinvolgimento sulla progettazione e realizzazione del nuovo spazio abitativo in Via Tavo,
  • una reale analisi degli aventi diritto ed una garanzia materiale di un alloggio temporaneo, basato su criteri certi e trasparenti nonché un controllo serrato sull’abusivismo,
  • partecipazione alla costruzione di un piano d’intervento sociale sul territorio che riparta dalle strutture già esistenti”.

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