Covid, Montesilvano e Città Sant’Angelo in zona rossa: “Pericolo fuga verso Pescara”

Pescara. Gran parte dell’area metropolitana Pescara Chieti, tra cui i due capoluoghi di provincia, esce dopo oltre un mese dalla zona rossa “alleggerita” disposta dalla Regione Abruzzo per far fronte all’impennata di contagi registrata da febbraio in poi.

Lo ha annunciato il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio, al termine della riunione dell’Unità di crisi che si è svolta nel pomeriggio. In attesa della nuova ordinanza, tra le località che escono dall’area a maggiori restrizioni vi sono Pescara, Chieti, Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino, Ortona, Spoltore, Silvi, Pineto e Roseto.

Nell’area metropolitana solo Montesilvano e Città Sant’Angelo conservano ancora valori sopra i 250/100.000 settimanali, ma i commercianti e gli esercenti protestano contro le maggiori restrizioni.

“La Regione riveda al più presto la collocazione in fascia rossa del comune di Montesilvano, unico centro assieme a Città Sant’Angelo dell’intera area metropolitana costretto a subire ancora pesanti restrizioni alle attività produttive, con conseguenti perdite di fatturato. Restrizioni per le quali, oltretutto, al momento, per le flessioni del 2021 esistono solo gli impegni assunti in conferenza stampa dal presidente Draghi”: lo chiede il direttore della Cna di Pescara, Carmine Salce, secondo cui “la misura restrittiva, ancorché giustificata formalmente dall’esistenza di indici superiori alla norma nel territorio comunale di Montesilvano, stride con una lettura della realtà per quella che è effettivamente. Molte attività commerciali ed artigianali saranno costrette a restare chiuse, a differenza di quanto accade a pochissimi chilometri di distanza, e cioè a Pescara: una condizione che, in prossimità delle festività pasquali, potrebbe rivelarsi catastrofica per le categorie coinvolte, come abbigliamento e gioiellerie”.

Per Salce, però, questo non avrebbe effetti apprezzabili sulla tutela della salute delle persone: “I confini tra le due città, per le quali è in corso da anni un processo di fusione istituzionale ormai in stato avanzato, sono sempre stati di fatto solo virtuali, visto il quotidiano processo di osmosi tra le due realtà: in sostanza, la chiusura della sola Montesilvano finirebbe per favorire un afflusso incontrollato verso il capoluogo, con le prevedibili conseguenze negative anche di natura sanitaria per Pescara, vista la sostanziale impossibilità di applicare nei fatti il divieto di spostamento”. A detta della Cna di Pescara, così, se la Regione insistesse nel mantenere la propria scelta, “toccherebbe a lei anche l’onere di prevedere forme di indennizzo speciale, con proprie risorse, per le realtà che restano in zona rossa”.

Salce, infine, solleva anche il caso delle vaccinazioni a Montesilvano: “La scelta dell’amministrazione comunale di dedicare il Pala Dean Martin alla campagna di immunizzazione del personale scolastico di tutta la provincia, sospendendo per diversi giorni quella delle persone anziane, poi ripresa, stride con l’elemento di gravità del quadro dei contagi, che fa proprio di Montesilvano uno dei centri più colpiti d’Abruzzo”.