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Bussi, è ufficiale: Edison deve bonificare

Ultimo Aggiornamento: martedì, 17 Luglio 2018 @ 19:33

Pescara. E’ stata notificata dalla Provincia di Pescara alla Edison Spa, con apposita ordinanza provinciale l’avviso in cui si dimostra che la Edison è stata responsabile della discarica di Bussi.

Nell’ordinanza si parla di “inquinamento diffuso nelle ex discariche 2A e 2B ed aree limitrofe, rientranti nel perimetro del SIN Bussi, per deposito incontrollato, in contrasto e senza autorizzazione e senza alcuna sicurezza, di migliaia di tonnellate di scorie industriali e rifiuti tossici e nocivi derivanti dalla storica produzione industriale del polo chimico di Bussi”.

Il provvedimento èconsequenziale a lunghe e complesse indagini condotte dalla Polizia Provinciale, in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, l’Arta, la regione Abruzzo, l’associazione Forum H2O. L’area oggetto del provvedimento è complessivamente di oltre 70.000 mq circa con migliaia di tonnellate di rifiuti abbancati senza corretto smaltimento e senza sicurezza. L’inquinamento riguarda anche le falde acquifere sottostanti le zone indicate.

Le indagini sono state condotte su più fronti. Dall’analisi dei documenti ai sopralluoghi, dai campionamento agli accertamenti di laboratorio, tanto che l’Arta si è avvalsa della collaborazione di altre agenzie regionali per l’ambiente. Attività analoghe – si tratta di una procedura amministrativa-ambientale autonoma rispetto alla vicenda penale/processuale – verranno portate avanti anche per tutta l’area industriale.

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, il comandante della polizia provinciale, Giulio Honorati, il direttore dell’ARTA Abruzzo Francesco Chiavaroli con la dott.ssa Lucina Lucchetti, alla presenza del presidente di Forum H2O, Augusto De Sanctis, è stato fatta chiarezza sull’iter, i tempi, gli studi documentali, le analisi e le consulenze svolte in questi anni, che hanno subito una forte accelerata dal febbraio 2017 ad oggi.

“Abbiamo richiesto alla Edison – ha dichiarato il presidente Di Marco – di rimuovere i rifiuti ancora depositati nelle aree 2A e 2B e nelle aree limitrofe, e di provvedere ad ulteriori operazioni di bonifica e di ripristino ambientale. Se cio’ non dovesse accadere, si procedera’ con rivalsa e in danno nei confronti del responsabile dell’inquinamento per ogni spesa sostenuta”. “Ringrazio – ha aggiunto – la mia struttura interna: la polizia provinciale, guidata da Giulio Honorati, che ha condotto le indagini grazie allo spirito di responsabilita’ e di abnegazione dei suoi pochi addetti, nonche’ gli Enti e le istituzioni che hanno collaborato intensamente per arrivare alla conclusione delle indagini e alla comunicazione del provvedimento: la ASL, l’Arta, la Regione Abruzzo, l’associazione Forum H2O”.

“Abbiamo lavorato instancabilmente, in sintonia con tutti i soggetti interessati. L’ambizione – ha detto Di Marco – è dialogare costantemente e strettamente con Edison affinché faccia tutto quello che è previsto nell’ordinanza. Il provvedimento prevede una serie di azioni ben chiare, tra cui la necessità di adempiere alle prime misure entro 30 giorni, cioè entro il 26 luglio. Ora si può accelerare sui tempi della bonifica, perché c’è il soggetto con cui dobbiamo rapportarci. Loro dovranno fare tutto ciò che è necessario. Per tutti gli interventi già fatti fino a oggi ci si può rivalere su Edison. Finalmente c’è un soggetto ben identificato e c’è una massima collaborazione con Edison affinché faccia bene”.

“Noi abbiamo la necessità di essere consequenziali con immediatezza, perché i cittadini hanno atteso troppo tempo. Troppi problemi sono stati scaricati, purtroppo, sulla salute dei cittadini e non possiamo consentire che questo scempio rimanga lì senza alcun tipo di intervento”, ha concluso il presidente della Provincia.

“Finalmente – commenta Augusto De Sanctis del Forum H2O – dopo anni e solleciti da parte del ministero arriviamo a un risultato. Forse il procedimento penale ha un po’ oscurato tutta la parte amministrativa che invece doveva andare avanti lo stesso. La Cassazione dirà se ci sono reati, ma comunque vada non vuol dire che non ci sia inquinamento. La procedura della bonifica deve andare avanti. L’individuazione del responsabile della contaminazione è dirimente”.

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