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Pescara, pineta dannunziana: diffida al Comune sulla scarsa manutenzione

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Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 11 Agosto 2021 @ 18:37

Pescara. La Stazione Ornitologica abruzzese critica la gestione della riserva naturale della Pineta dannunziana da parte del Comune di Pescara.

L’associazione contesta l’assunto che siano state le regole della riserva a peggiorare i danni dell’incendio, spiegando che oggi anche l’area non toccata dalle fiamme non è sicura. Pronta una diffida nei confronti del Comune di Pescara .

“Abbiamo visto anche nel comparto 2 adiacente il Teatro legna secca a terra da tempo e interi alberi e questo la dice lunga che la manutenzione è necessaria – spiega Augusto De Sanctis – si può e si deve fare e non sono i vincoli della Riserva ad impedirla ma solo la volontà degli enti e in particolare del Comune di Pescara a mettere in atto quanto previsto dal piano d’assetto naturalistico e dal piano antincendio che esistono e che devono essere applicati. La manutenzione è necessaria ed è obbligatoria e i vincoli ci sono per intervenire e non per non fare. Parliamo sia di manutenzione ordinaria che straordinaria e togliere un albero caduto evitando che la legna rimanga a terra per molto tempo e si secchi, è manutenzione ordinaria”.

“Poi – spiega De Sanctis – ci sono attività di diradamento che richiedono manutenzione straordinaria. E siccome siamo in una zona cittadina, questi interventi non sono necessari ma obbligatori e quindi bisogna manutenere la Riserva. Oggi stesso faremo una diffida al Comune affinché adempia alle prescrizioni del Piano Naturalistico e del Piano antincendio. Vorrei ricordare che, a proposito di quanto accaduto (l’incendio del 1 agosto scorso), nel Piano Antincendio del 2020 i tecnici dicevano che l’incendio poteva partire dalle 10 alle 17 e che diceva che bisogna a preparare volontari e predisporre punti di avvistamento e fare interventi sulla riserva per togliere legna secca e comprare materiale antincendio da distribuire ai volontari. È stato fatto? Da quello che è accaduto crediamo di no ma questo saranno le indagini ad accettarlo”.

“Bisogna fare prevenzione. Lo si fa in tutto il mondo e non capiamo perché in giornate calde e con vento non sia stata attivata una rete capillare di avvistamento e pronto intervento. Non lo diciamo noi ma il piano antincendio del Comune”, conclude.

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