Pescara, discarica di Bussi: esposto in Procura di Wwf e Legambiente. L’area continua ad inquinare, crescono i casi di patologie tumorali NOSTRI SERVIZI


Le 2 discariche di Bussi continuano ad inquinare. Lo dicono i dati dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente che indicano come i rifiuti interrati abusivamente per decenni continuino a rilasciare sostante altamente inquinanti. Wwf e Legambiente hanno deciso di presentare un esposto in Procura a Pescara perché ad oggi ancora non si mette in sicurezza il sito e soprattutto non è stato dato il via all’intervento di bonifica. In tutta questa vicenda c’è anche l’aspetto legato al ricorso presentato dal Ministero dell’Ambiente contro la Regione sulle azioni da adottare. Una situazione che non fa altro che ritardare le opere. Ci sono 50milioni di euro circa per gli interventi di bonifica. Quindi l’intera opera che va dalla rimozione dei materiali inquinanti alla messa in sicurezza e bonifica della stessa area ha già la copertura finanziaria. Le patologie tumorali nella zona in cui ci sono le due discariche di Bussi sarebbero in aumento. Dallo screening sul territorio emerge un elemento di grande riflessione e che mette a rischio la salute dei cittadini. Per il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, non si può più perdere tempo. La situazione di stallo che va avanti ormai da troppo tempo rischia inevitabilmente di peggiorare lo stato delle cose, già gravemente compromesso. La bonifica richiesta a gran voce dai cittadini e dalle associazioni ambientaliste deve essere eseguita in fretta. I ricorsi e controricorsi non fanno altro che ritardare le opere, mettendo ulteriormente a rischio la salute dei residenti. Per il presidente di Legambiente Abruzzo l’esposto presentato dalle associazioni in Procura a Pescara ha uno scopo molto chiaro.