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Pescara, paura per la chiusura: liceo artistico in agitazione. Rapposelli:’Ristrutturazione leggera, non si chiude’

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 23:03

bellisario_agitazionePescara. Istituto d’Arte Bellisario in agitazione: l’ipotesi di aprire il cantiere per tamponare i tramezzi crepati fa temere per una lunga chiusura della scuola. Studenti e professori: “Impossibile fare laboratorio fuori di qui” e minacciano l’occupazione. Preside e assessore raffreddano: “Nessun intervento strutturale, non si chiude”.

E’ bastata una riunione con l’assessore provinciale all’Edilizia scolastica Fabrizio Rapposelli, arrivato ieri in via Einaudi con dirigenti e ingegneri al seguito, per mandare in allarme i 500 studenti e i 72 professori dell’istituto d’arte Bellisario, che questa mattina hanno incrociato le braccia e hanno tenuto una lunga assemblea straordinaria nell’aula magna. La voce di corridoio trapelata da quell’incontro ha paventato la chiusura dell’istituto addirittura per 6 mesi, necessaria a risolvere presunti problemi di staticità, dunque di sicurezza, dell’edificio. “Se c’erano questi gravi problemi, perché non li hanno evidenziati prima?”, si è chiesto Francesco Troiano, rappresentante degli studenti preoccupato per uno stop alla didattica che avrebbe conseguenze serie sulla loro preparazione.bellisario_crepe

In effetti, come conferma la preside Matilde Tomassini, da tempo si parla di lavori di manutenzione straordinaria, vari sono stati i sopralluoghi effettuati dall’ingegner Iannetti, responsabile del procedimento per la Provincia, e di chiusura si è parlato in via ipotetica nella riunione di ieri. “Ma nessuno ha mai parlato finora di criticità strutturali”, dice la dirigente scolastica e ce lo conferma telefonicamente l’assessore Rapposelli. “Se Iannetti”, prosegue Tomassini, “avesse sollevato problemi di sicurezza, Rapposelli avrebbe ordinato immediatamente la chiusura della scuola”. In ballo, dunque, ci sarebbero lavori per 200mila euro: tamponature dei tramezzi lesionati e risanamento dei divisori del piano terra e del secondo piano, dove insistono numerose crepe, una bella evidente anche nella stanza della presidenza (foto in basso). “Iannetti”, prosegue la preside, “consegnerà entro una settimana una relazione tecnica e dopo si deciderà che tipo di cantiere aprire. In considerazione c’è, ipoteticamente, una
procedura d’urgenza
che potrebbe costringere alla chiusura di intere ale, ma noi speriamo e confidiamo che si possa semplicemente far ruotare un paio di aule per convivere con i lavori”.

bellisario_dagnese_dinicolaLa chiusura totale e il trasferimento in altre scuole cittadine sono i fantasmi che hanno mosso la protesta odierna: “Se ci mandano via”, spiega la professoressa Annalisa D’Agnese, “i ragazzi non potranno usare dei laboratori specifici di stampa, incisione e progettazione grafica indispensabili alla preparazione per la seconda prova dell’esame di Stato”. Si teme anche per i posti di lavoro: “Andiamo via senza sapere dove e come e senza sapere dove e come, né quando torneremo”, prosegue la docente, “a breve ci saranno le giornate di orientamento per i ragazzi delle medie, ma se la scuola rimane chiusa caleranno le iscrizioni e noi risulteremo docenti in esubero”. La preoccupazione maggiore rimane, nel buon cuore degli insegnanti, quella per i ragazzi, che potrebbero essere costretti a fare lezioni a turni se il Bellissario chiudesse in via Einaudi: “Oltre metà di questi studenti sono pendolari”, incalza il professor Franco Di Nicola, “non avrebbero i mezzi per venire a scuola di pomeriggio”. Per tutte queste ragioni, docenti e studenti insistono affinché i lavori vengano fatti in convivenza con il piano di studi, oppure rimandati all’estate”.

“Una reazione fisiologica alle notizie trapelate”, è il giudizio dato dalla preside all’agitazione di stamane, “ma attenzione abellisario_rappesentanti non procurare allarmi per creare danni gravi”. “Abbiamo già allestito una rotazione delle classi”, continua la dirigente scolastica, “ma se dovessimo chiudere i laboratori poi recupereremo le lezioni perse con attività extra”.

Poco prima della campanella delle 13:30, quindi, la protesta è rientrata ma l’occupazione potrebbe essere solo rimandata. Domani alle 18:00 si terrà un consiglio d’istituto; in quella sede i professori tutti chiederanno chiarimenti e la convocazione di un collegio dei docenti straordinario, mentre gli studenti pretenderanno risposte precise: “Se emergeranno novità che non rispetteranno i nostri diritti”, annuncia Andrea Martella, un altro rappresentante studentesco, “venerdì mattina scatterà l’occupazione”.

LA PRESIDE: ACCESSO AGLI ATTI PER I FINANZIAMENTI

L’istituto Bellisario è la scuola messa nelle ultime settimane al centro della polemica, tutta interna al consiglio provinciale, sui fondi destinati alla ristrutturazione. Da 700mila euro iniziale, dopo una bagarre per l’approvazione del Bilancio, ne sono rimasti 200mila. “L’opposizione”, rimarca ancora oggi Fabrizio Rapposelli, “ha portato, il mese scorso, 

bellisario_preside

all’approvazione del Bilancio e alla sottrazione di ben 500 mila euro, già stanziati, all’istituto Bellisario Misticoni per lavori necessari già previsti e programmati dalla giunta, per spenderli per il rifacimento del campo sintetico di Torre de’ Passeri, per qualche contributo sicuramente non dovuto e per qualche tratto di viabilità provinciale nei rispettivi Comuni”.L’opposizionem ieri, ha invece sostenuto tutt’altro (leggi). Nel mezzo rimane chi in quei soldi confidava per avere “una scuola perfetta, senza infissi scadenti o finestre che cadono davanti agli occhi degli alunni, come accaduto lo scorso anno”. E’ la preside Matilde Tomassini, che stufa del rimpallo di responsabilità annuncia: “Voglio vederci chiaro, a questo punto chiederò ufficialmente alla Provincia l’accesso agli atti per capire chi e dove ha spostato i soldi previsti per il Bellisario”.

 

Daniele Galli



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