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L’Orione Pescara sgomberata dalla polizia: gli atleti disabili fuori dalla piscina provinciale VIDEO-FOTO

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 14:18

piscina_sgomberoPescara. L’associazione sportiva Orione sfrattata dalla piscina provinciale. La polizia ha sgomberato oggi pomeriggio il presidente Matteo Iacono, che da circa 150 giorni presidiava l’impianto di via Einaudi.

Dopo 145 giorni, la battaglia di Matteo Iacono finisce. “Un irruzione in forze”, la definisce il presidente dell’associazione sportiva Orione Pescara, raccontando come le forze dell’ordine hanno dato esecuzione al decreto di sgombero che la dirigente della Provincia Nicoletta Bucco ha firmato lo scorso 18 aprile.

Ormai nota la vicenda: l’ente proprietario ritiene l’associazione che gestisce la piscina provinciale di via Einaudi sia inadempiente agli obblighi contrattuali, varie le trattative tentate da metà novembre ad oggi, tutte fallite. Iacono, però, non si è mai arreso ed è rimasto giorno e notte a sorvegliare la piscina, in attesa del pronunciamento del Tar. Al tribunale amministrativo regionale, infatti, il gruppo sportivo ha presentato ricorso contestando alla Provincia proprio i termini di quel contratto che si ritiene non rispettato. In attesa dell’udienza sul merito, le richieste di sospensiva di entrambe le parti erano state respinte.

Iacono ha continuato a sorvegliare e a tenere funzionale la piscina, cercando di non far andare in malora i costosi impianti, nonostante siano state interrotte le linee del gas indispensabili a riscaldare l’acqua della vasca adiacente l’istituto scolatico Volta, trascorrendo in via Einaudi 37 sia Natale, che Capodanno, che Pasqua. Ed era a guardia della piscina anche alle 15:30 di oggi, quando “hanno scavalcato il recinto e hanno fatto irruzione in forza”, racconta. Sei agenti della polizia provinciale e 2 della polizia di Stato, accompagnati da 3 sanitari della Croce Rossa, gli si sono parati davanti all’improvviso e gli hanno presentato il plico di 4 pagine firmato dalla dirigente del settore Edilizia Scolastica che “ordina lo sgombero della piscina provinciale”, si legge nel documento, “ed il rilascio di tutte le attrezzature ad essa connesse”.

“Ma ci hanno cacciato senza permetterci di riprendere tutta la nostra roba”, spiega il presidente dell’associazione che da 11 anni presta servizio a migliaia di residenti e pratica attività sportiva e assistenziale a un centinaio di atleti disabili. Iacono, dinanzi alle divise, non ha mosso alcuna resistenza. Si è accomodato all’esterno del cancello dopo aver riconsegnato le chiavi, ma ugualmente sono state cambiate immediatamente le serrature, senza neanche avere il tempo di raccogliere l’agenda personale, la statua di San Ciro che da ischitano verace custodiva gelosamente nel suo ufficio, la targa con la medaglia di bronzo al valore sportivo conferita all’Orione dal Coni e la foto di un atleta disabile bulgaro ormai scomparso che la squadra di nuoto ha assistito nei momenti più difficili. Solo dopo un’ora, quando gli agenti della polizia provinciale sono ritornati insieme ad una squadra tecnica per effettuare i primi sopralluoghi, Iacono ha potuto riavere i suoi effetti personali. Ma senza poter varcare quel cancelletto nero: è rimasto fuori, sulla strada, a sorvegliare quella che ritiene casa sua e dei 100 disabili che ora non potranno più nuotare e ritrovarsi nell’acqua di via Einaudi. Alcuni di loro, appresa la brutta notizia, si sono fatti accompagnare a dare sostegno a Matteo. Lui li conforta spiegando che “nuoteremo altrove, l’acqua è uguale dappertutto, l’importante è saper nuotare: lo sport non si arrende davanti alla politica”

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TESTA E RAPPOSELLI: RIAPERTURA RAPIDA DELLA PISCINA

Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, e il suo vice Fabrizio Rapposelli annunciano l’intenzione di riaprire in breve la piscina al pubblico: “All’interno della struttura”, spiegano, “ha subito cominciato a lavorare uno staff di tecnici incaricati dall’ente sia per verificare lo stato dei luoghi che per redigere un progetto per la rifunzionalizzazione dell’impianto. Il nostro obiettivo è individuare una soluzione per ripristinare la piscina e riaprirla al pubblico che da mesi non può più usufruirne per l’incomprensibile comportamento dell’ex gestore, che ha occupato illegittimamente l’impianto nonostante la risoluzione del contratto per inadempimento e una ordinanza di sgombero disposta dall’ente”. 

 

 

Daniele Galli

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