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Pescara: ‘Qui e adesso’, sopravvivere alla disoccupazione con l’auto mutuo aiuto

Ultimo Aggiornamento: sabato, 4 Novembre 2017 @ 18:49

quieadessoPescara. Sopravvivere alla disoccupazione con l’auto mutuo aiuto: è l’idea dell’associazione ‘Domenico Allegrino’ che con il progetto ‘Qui e adesso’ offre sostegno psicologico e sociale a chi, soprattutto in età avanzata, ha perso il lavoro e fatica a trovarne un altro.

Si chiama ‘Qui e adesso’ il progetto messo in campo dall’ associazione ‘Domenico Allegrino’ per offrire sostegno alle persone che hanno perso il lavoro. Saranno dei gruppi da 10-15 persone a mettere in atto il principio di auto mutuo aiuto: durante delle riunioni a cadenza quindicinale, che si terranno nei locali dell’associazione, usufruiranno della presenza di un ‘facilitatore’. Questo supporto psicologico e sociale fornirà informazioni e impararerà a ricostruire la propria fiducia e ad orientarsi, quando accade di perdere o essere costretti a lasciare il proprio lavoro, diventando un punto di riferimento per chi si sente in basso nella scala sociale, assume il ruolo del perdente costretto a dipendere dagli altri e passa dallo shock iniziale al pessimismo, alla rabbia, alla rassegnazione.

Tra i facilitatori anche Antonella Pieramico, psicologa che ha vissuto sulla propria pelle il disagio occupazionale: ex precaria della Provincia di Pescara, dopo essere stata per anni impiegata presso il Settore Politiche del lavoro e Formazione professionale, ha vissuto di persona la perdita del posto di lavoro e ha deciso di mettere le proprie competenze e la propria a storia a servizio del progetto, per essere di aiuto a quanti vivono questa particolare condizione.  

Il progetto si rivolge soprattutto a tutti i generi di disoccupati: non solo i giovani, che pur rappresentano la fetta maggiore nelle statistiche, ma anche non più giovani e con famiglie da mantenere; precari che a causa dell’assenza di normative di tutela rischiano di ritrovarsi disoccupati dopo anche decenni di gavette e di speranze, com’è accaduto e come accade sempre più anche negli enti pubblici. “Il gruppo”, spiega Pieramico, “nasce per dare un sostegno psicologico e sociale a questa particolare fascia di persone e si propone di orientarle verso un futuro diverso, sia attraverso la condivisione piena di una condizione di solitudine ed emarginazione con persone in grado di comprenderla perfettamente, in quanto la vivono, sia grazie all’attenzione e alle competenze dei volontari a cui verrà affidato il progetto”.

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