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Pescara, Pronto Soccorso: 2 anni di ritardo per il nuovo progetto. Sprecati 30 milioni all’anno

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 10:03

berghella_arcieriPescara. Un anno di inspiegabile ritardo per l’approvazione del progetto del nuovo Pronto Soccorso, pronto già dal 2010: la palla viene rimandata ad oltranza tra la Asl, commissionaria del progetto, e il Comitato tecnico regionale amministrativo, che chiede ripetutamente la modifica di parti poco significative. Il Comune si appella al governatore Chiodi, che scarica inutilmente il barile alla Asl.

Realizzato nell’estate 2010 su commissione della Asl e presentato al Comitato tecnico della Regione Abruzzo a maggio 2011, il progetto del nuovo Pronto Soccorso di Pescara non ha ancora ricevuto il nulla osta per far partire la gara d’appalto e, quindi, il cantiere. E dire che le (troppo rosee) previsioni davano il reparto completato per dicembre 2011, ma un’inspiegabile empasse continua a far tornare indietro alla Asl il progetto, scatenando le ire del presidente della commissione Sanità del Comune Vincenzo Berghella, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa per denunciare la situazione.

Facendo due conti, l’indignazione si trasmette facilmente; il consigliere comunale, oltre a sottolineare quanto “il nuovo Pronto Soccorso debba diventare il punto cardine della sanità pescarese”, ha spiegato come sia indispensabile a produrre un risparmio milionario evitando i cosiddetti ricoveri impropri. L’attuale Pronto Soccorso, infatti, non dispone degli strumenti necessari ad effettuare anche i più semplici accertamenti sui pazienti, che vengono inviati ai reparti interi dell’ospedale: “Sono 20-30 al giorno i ricoveri impropri”, spiega Berghella, “ognuno di questi si protrae per 5-6 giorni e la diaria di un ricovero è di circa 700 euro, per cui ogni anno vengono sprecati circa 30 milioni”. Il nuovo progetto, invece, prevede una spesa di circa 3 milioni: non bisogna, infatti, realizzare strutture ex-novo ma spostare e adeguare gli attuali reparti di allergologia, chirurgia pediatrica, traumatologia, neurofisiopatologia pediatrica e il laboratorio analisi. “Il Crta in genere impiega un paio di mesi per il nulla osta, invece rimanda continuamente il progetto alla Asl richiedendo modifiche insignificanti e non strutturali, come il cambio di alcune luci”, spiega Berghella. Volendo, allora, scartare “l’ipotesi di un disegno premeditato per penalizzare la sanità pescarese”, il presidente della commissione ha chiesto un’audizione al governatore della Regione fissata per ieri, ma impegnato in altre sedi Chiodi ha risposto di aver interessato il manager della Asl di Pescara Claudio D’Amario per accelerare il più possibile la realizzazione. Un atto inutile, uno scaricabarile si potrebbe dire: D’Amario dopo aver consegnato il progetto non ha più nulla da fare, anzi, è lui che lo rimanda puntualmente al Comitato tecnico. “A questo punto”, annuncia Berghella, “se il progetto non torna definitivamente approvato entro dieci giorni, andremo direttamente a L’Aquila a protestare”.

“Il nodo principale”, afferma la consigliera comunale Daniela Arcieri Mastromattei, “sembra essere il reparto materno-infantile, dove si dovrebbero spostare molti dei reparti che devono far spazio al Pronto Soccorso”. L’ala del vecchio ospedale, infatti, è stata posta sotto sequestro dalla Procura mentre era in fase di ristrutturazione nel 2010; gli stessi reparti da spostare, in realtà piccoli ambulatori di 3-4 stanze ciascuno, “sarebbero i primi a giovarne”, spiega ancora l’Arcieri, “in quanto le norme di accreditamento prevedono l’adeguamento di servizi e strutture. Ma finché permane il blocco giudiziario, niente nuovi reparti e niente Pronto Soccorso”.

Il progetto. L’assetto del nuovo Pronto Soccorso è stato ideato sulla forma di una S su due livelli, con una divisione tra l’accettazione delle emergenze e quella dei codici bianchi, verdi e azzurri, ossia per i casi meno gravi. Il percorso partirà dall’elisoccorso scendendo sino all’attuale Pronto soccorso al cui interno opereranno nell’attività diurna e notturna anche i medici del 118, salvo poi uscire in caso di chiamata. Lungo l’ala è stato previsto un Trauma-team, dove lavorerà un’equipe specializzata nei traumi. A destra del corridoio sorgerà la nuova Rianimazione, anche questa in ritardo di oltre un’anno, con 16 posti letto, 12 per adulti e 4 pediatrici, ciascuno dei quali dotato di web-cam per permettere ai familiari di seguire i propri cari anche da casa. Accanto ci saranno le sale operatorie per le urgenze e gli ascensori riservati esclusivamente ai pazienti che si apriranno direttamente nei reparti. A quel punto la S proseguirà sempre nel pianterreno, nell’ala oggi riservata ai reparti di Allergologia, e ai laboratori pediatrici, dove verrà realizzata la parte del Pronto Soccorso riservata all’accettazione e al trattamento dei codici bianchi, verdi e azzurri, la diagnostica e la parte laboratoristica, con 8 posti letto per l’osservazione breve. Il Pronto soccorso verrà dotato di una Tac riservata e indipendente per indagini radiologiche con attrezzatura digitalizzata in modo da poter effettuare gli esami direttamente sul posto, senza ulteriori trasferimenti dei pazienti lungo i corridoi, una traumatologia e sala gessi all’interno del Pronto Soccorso con i relativi collegamenti al blocco operatorio e alla rianimazione.

 

Daniele Galli


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