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Pescara: Comitato No Rifiuti Fosso Grande contro la Regione: ‘si pronunci prima dell’emergenza’

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 17:01

fossograndePescara. Dopo gli ultimi giorni di polemica sul destino dei rifiuti della discarica di Colle Cese, prossima all’esaurimento, si riaccende l’attenzione su futuro di Fosso Grande, l’area tra Pescara e Spoltore dove dovrebbe sorgere una nuova discarica. È il comitato che si oppone al nuovo impianto a denunciare il mancato pronunciamento della Regione, dopo l’approvazione del Piano rifiuti e i ripetuti appelli della comunità civile.

“Prosegue il silenzio della giunta regionale e dell’assessore Mauro Di Dalmazio circa il parere e le eventuali osservazioni da esprimere riguardo il Piano Provinciale dei Rifiuti, approvato a fine 2011, e dopo numerosi solleciti da parte del nostro comitato”, dichiara oggi Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato No Rifiuti a Fosso Grande, “tutto accade mentre la discarica di proprietà di un imprenditore privato si avvia alla saturazione e quindi alla chiusura e l’amministrazione comunale di Chieti, dove sorge un altro impianto gestito dal medesimo imprenditore, ha sbarrato la strada allo smaltimento del pattume pescarese nella struttura teatina”, aggiunge riferendosi alla querelle nata in vista del prossimo esaurimento della discarica di Colle Cese: i rifiuti dovrebbero, quindi, essere smaltiti nell’impianto di Casoni a Chieti, ma a ciò si è opposto il parere  dell’amministrazione comunale. “Per questo chiediamo che la fase post chiusura della discarica di Spoltore sia gestita ai sensi dell’art. 25 del decreto liberalizzazioni ovvero i rifiuti vengano smaltiti nell’impianto più vicino a prezzi già concordati”, prosegue il portavoce, timoroso che il caso porti in alto la realizzazione del nuovo impianto di Fosso Grande.

A novembre 2011 è stato approvato il Piano provinciale dei rifiuti, ma in merito manca ancora il pronunciamento dell’assessorato regionale: “Entro marzo sarà vera e propria emergenza”, ricorda Di Pasquale, “ma per la Regione il rischio di lasciare la più importante città d’Abruzzo con i rifiuti per strada non è, evidentemente, una priorità. Le eventuali osservazioni regionali sono propedeutiche all’ultimo passaggio del Piano provinciale rifiuti che, così, diverrà efficace permettendo ai comuni che aderiscono al consorzio, di dotarsi di una discarica pubblica, di una piattaforma ecologica situata ad Alanno cui mancano ancora incredibilmente gli allacci a luce ed acqua e di un altro centro a Loreto Aprutino”. “Purtroppo, l’inspiegabile ritardo da parte della Regione Abruzzo, costringerà i comuni che conferiscono nella discarica di Spoltore a vivere una situazione di emergenza. Potrebbe essere la volta buona per trovare una soluzione definitiva visto che con la chiusura di Colle Cese scadrà anche il contratto con il gestore”, conclude il portavoce del Comitato, “scrivendo la parola “fine” su una storia che rischia di trascinarsi ancora a lungo ed i cui costi, visto che in emergenza si procede con soluzioni tampone, ricadranno sulle sole tasche dei cittadini.”

 

Daniele Galli

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