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Pescara, agenti aggrediti in carcere. Uil: “Chiudere sezione psichiatrici”

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 22:57

Pescara. “Chiusura immediata della sezione per detenuti psichiatrici del carcere di Pescara”. E’ quanto chiede la Uil Pa Polizia Penitenziaria, anche in seguito alle aggressioni subite dagli agenti nell’ultimo periodo. La richiesta è stata ratificata nel corso di un incontro con la direzione della casa circondariale.

La questione, come spiega il vice segretario regionale del sindacato, Mauro Nardella, riguarda i detenuti “infermità psichica” o con “vizio parziale di mente”, la cui gestione, “non essendoci più gli ospedali psichiatrici giudiziari, viene demandata, così come accade per il carcere pescarese, ad un istituto di pena che, contrariamente agli ospedali di cui sopra, non è dotato di mezzi e personale adeguatamente formato per la gestione dei soggetti psicotici con il rischio, così come è accaduto negli ultimi giorni, che le aggressioni diventino sempre più frequenti”.

“Il carcere di Pescara quindi – continua Nardella- è divenuto suo malgrado un surrogato di ospedale psichiatrico giudiziario con la differenza paradossale, tuttavia, che la sezione del penitenziario dannunziano sta risultando essere un rimedio peggiore del male. Ad aggravare la situazione vi è l’inversione di tendenza del numero di detenuti presenti in struttura e che ad un’iniziale diminuzione relegata a 2 anni fa sta vedendo un pericoloso incremento. Si è infatti passati dai 260 di qualche mese fa ai 306 attuali riportando alla ribalta la drammatica situazione del sovraffollamento carcerario. A ciò fa da contraltare la lenta ma continua deflazione di personale di polizia penitenziaria”.

“Per tali questioni la Uil – conclude Nardella – ha chiesto l’immediata chiusura della sezione psichiatrici, l’invio di un congruo numero di agenti e/o il rientro in sede di tutti i poliziotti penitenziari impegnati in sedi extra moenia tra i quali quelli impegnati presso il tribunale di sorveglianza, quelli non più impiegati nel disciolto provveditorato e, soprattutto, coloro i quali sono attualmente impegnati nel servizio di scorta del sottosegretario alla giustizia”.

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