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Pianella, Tar condanna Comune a pagare 18mila euro: “Servizi a rischio”

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 23:26

Pianella. Il Tar di Pescara ha condannato il Comune di Pianella al rimborso di circa 18mila euro all’associazione italo-andina ‘Machu Picchu’. Ne dà notizia il capogruppo di maggioranza in Consiglio comunale, l’assessore Luisa D’Amico che sottolinea come i servizi siano “a rischio” e che, “nonostante la rigorosa politica di risparmio e razionalizzazione, ogni sforzo viene ciclicamente azzerato da eventi riconducibili a vicende degli anni passati dei quali siamo costretti a farci carico”.

“L’ultima tegola – spiega l’assessore – riguarda una assurda vicenda che, se non avesse pesanti risvolti per le casse comunali, sarebbe da classificare tra le barzellette estive, in base alla quale la giunta in carica nel 2006- 2007, assecondava le improbabili ambizioni dell’allora sindaco D’ambrosio, avventurandosi in un più che velleitario ‘gemellaggio’ con la capitale del Perù, Lima, una città di quasi 9 milioni di abitanti”.

“Saremo costretti a reperire nel già ristretto bilancio le somme per far fronte alla ennesima condanna – prosegue – ma questo rischia di mettere a repentaglio servizi importanti ed indifferibili come lo sfalcio delle erbe e la chiusura di alcune buche su strade comunali secondarie, con l’amara constatazione che alla fine, benché a distanza di anni, a pagare le conseguenze di gestioni scellerate ed avventurose sono sempre i cittadini”.

In un passaggio della sentenza il Tribunale di Pescara scrive: “ Nel caso di specie è stata fornita prova che il sindaco di Pianella ed il comune di Pianella non si sono comportati secondo i canoni della correttezza e della buona fede in quanto, dopo essersi impegnati più volte soprattutto a realizzare il gemellaggio con il comune di Lima, manifestando tale specifica volontà anche mediante la delibera della giunta comunale n. 17 del 16.02.2007, dal chiaro tenore letterale, con cui si richiama la precedente delibera di C.C. di detto comune n. 84 del 24.11.2006, non hanno poi mai dato seguito a detto impegno”.

“Abbiamo pagato oltre 5 milioni di euro di debiti pregressi – riprende D’Amico – senza aprire la procedura di dissesto, che avrebbe danneggiato i cittadini, e senza aumentare nessuna aliquota o costo di servizio rispetto al 2012 e riusciamo ad onorare le gravose rate di mutuo, nonostante persista una pesante incidenza dell’evasione che stiamo combattendo, grazie ad una rigorosa politica di risparmio e razionalizzazione, ma ogni sforzo viene ciclicamente azzerato da eventi riconducibili a vicende degli anni passati dei quali siamo costretti a farci carico”.

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