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Pescara, da Fontanelle a Rancitelli: parla don Max

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 1:47

Pescara. “Posso dire che a Fontanelle mi sono fatto portavoce del territorio, che ho vissuto pienamente il quartiere, che con la gente ho lottato soprattutto nell’integrazione tra la Fontanelle del ‘500 e la Fontanelle ‘nuova’”.

Può ben dirlo, don Massimiliano De Luca, anzi, don Max, come lo chiamano i parrocchiani di San Pietro Martire a Fontanelle, che a malincuore hanno accolto la notizia del suo trasferimento alla parrocchia degli Angeli Custodi, a Rancitelli; tant’è che lo scorso luglio c’è stata anche una raccolta di firme (ben 658) da parte degli stessi parrocchiani, che si sono attivati per chiedere a monsignor Tommaso Valentinetti, vescovo della diocesi Pescara-Penne, di riconsiderare la decisione di trasferire don Max a Rancitelli: un quartiere, questo, non certo più ‘facile’, dove, al pari di Fontanelle, criminalità e spaccio non mancano.

A Fontanelle, don Max c’è stato per quasi dieci anni, e in prima fila:

al fianco dell’associazione Insieme Per Fontanelle, i cui membri sono stati più volte vittime di gesti intimidatori e violenze, don Max si è battuto per tenere alta l’attenzione sul quartiere Fontanelle, polemizzando senza mezzi termini anche contro la politica e le istituzioni, accusate di relegare ai margini dei loro impegni le zone periferiche della città.

C’è da aggiungere che l’impegno di don Max, oltre che firme di solidarietà raccolte dai residenti che vogliono tenerselo stretto, ha generato anche atti di conclamata disapprovazione da parte di chi trova ‘scomodo’ il suo operato: risalgono a poco più di un mese fa le scritte a caratteri cubitali ‘Don Max vattene’, comparse sul muro di una scuola elementare e sulla parete del muro di cinta che confina con San Pietro, che i parrocchiani hanno provveduto a cancellare con vernice bianca.

Non certo le uniche intimidazioni subite nel corso dei suoi dieci anni di operato, ma le ultime prima del suo prossimo trasferimento a Rancitelli, dove un lavoro altrettanto duro lo attende.

“Lo spostamento”, afferma con decisione don Massimiliano, “è sempre un momento positivo nel cammino di una comunità parrocchiale e nella vita di un parroco. Accettare un trasferimento è accogliere l’invito ad un cambiamento che sempre arricchisce, perché chiede responsabilità al sacerdote e ai fedeli insieme”.

E’ fiducioso, don Max, anche riguardo alla parrocchia che ‘lascia’, che sarà affidata a don Michele Mosca; la cerimonia di accoglienza del nuovo sacerdote di Fontanelle ci sarà giovedì 29 settembre alle 20:30, a San Pietro.

“Ho anche insegnato ai miei parrocchiani a combattere le ingiustizie”, conclude, “e sono certo che ora sono pronti ad affrontare ogni difficoltà, da soli e con il nuovo parroco”.

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