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Pescara: il Comune taglia anche gli alberi salvati ad aprile

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 12:09

Pescara. “Gli alberi sopravvissuti alla mattanza di via Regina sono stabili e 3 grandi pini  salvati ad aprile scorso dalle proteste sono, ora, condannati  a morte da Alessandrini e dalla Di Pietro”.

E’ l’ultima accusa mossa dal Coordinamento Salviamo gli Alberi contro il piano di abbattimento delle 121 piante ritenute pericolose, stabilito dall’amministrazione comunale.

Protraendo un’operazione verità, già ribattezzata Pini-Leaks, gli ambientalisti continuano a tirar fuori le carte sulle relazioni commissionate negli ultimi mesi dal Comune: “Gli alberi”, affermano in una nota, “Non erano e non sono a rischio crollo immediato ma vanno curati e monitorati come dovrebbe accadere normalmente. La dice una Relazione del Comune del 2016 commissionata alla AR.ES. di Ferrara, mai divulgata. Su tre grandi e maestosi patriarchi verdi giudicati a rischio crollo imminente dal Comune esclusivamente sulla base della verifica visiva sono state finalmente condotte le analisi strumentali ed il risultato è stato: tutti e tre stabili!”.

La relazione citata è quella dell’agronomo Giovanni Morelli, lo stesso che “il 13 maggio scorso abbiamo voluto a Pescara per un’ulteriore conferma del buon lavoro svolto circa la messa in sicurezza degli alberi in via Regina Margherita”, ribatte l’assessore al Verde ribatte. “Delle due l’una”, replica la Di Pietro, “o Morelli ha sempre ragione e quindi le uniche verifiche possibili per garantire la stabilità di un albero sono le prove di trazione del valore di 850 euro l’una, oppure non è così e allora non comprendiamo il senso della nuova polemica”.

“Morelli confermò la validità della relazione Rabottini (quella su cui è basato il taglio di 121 alberi, Ndr.)”, conclude l’assessore, “e noi, proprio per venire incontro alle distanze promosse dal green table, decidemmo di affidare alla sua squadra la verifica della staticità di tre esemplari ritenuti di particolare pregio. Fu proprio Morelli a indicarci la prova di trazione come la verifica più utile ed efficace a garantire la pubblica incolumità, di fatto smentendo l’utilità degli altri metodi, come chiesto in passato e come ribadito ancora oggi da alcune associazioni. Un’operazione ampiamente pubblicizzata, del valore di 3.294 euro IVA inclusa per tre alberi. Esito delle prove di trazione è una sentenza che in poche parole potrebbe essere così tradotta: è possibile non abbattere il pino fino al prossimo anno, tempo entro cui bisognerà procedere con una nuova prova di trazione, quindi occorre una prova di trazione ogni anno. E’ proprio alla luce di questo che abbiamo deciso di non condannare il Comune di Pescara a investire oltre 100.000 euro l’anno per accanirsi a salvare un albero definito ormai alla fine del suo ciclo vitale, ma di investire risorse per potare e ripiantumare: 58.000 euro costeranno le potature di messa in sicurezza di 287 alberi a rischio, dettaglio che chi protesta dimentica sempre di ricordare; 54.000 euro invece costerà al Comune ripiantumare 278 alberi, che sono più del doppio di quelli da recidere”.

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