Pescara, il Mediterraneo tra vent’anni: al via il convegno del Wwf

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Novembre 2017 @ 7:40

Pescara. La tutela del mare sarà l’argomento al centro dell’incontro che si terrà sabato 30 gennaio alle ore 11:00 presso la sala Figlia di Iorio della Provincia, dove saranno presentati gli studi condotti sul Mediterraneo dal programma MedTrends, l’iniziativa coordinata dal Wwf Francia negli 8 Paesi interessati: Croazia, Cipro, Francia, Italia, Malta, Slovenia e Spagna.

Gli esiti delle ricerche, che forniscono un quadro integrato e progressivo dello sviluppo economico dei Paesi bagnati dal Mediterraneo nei prossimi vent’anni, saranno presentati dalla presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi.

Interverranno inoltre il presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Leone Cantarini e, per il Centro Studi Cetacei, il biologo marino, Sergio Guccione; coordinerà i lavori Luciano Di Tizio, giornalista e delegato regionale Abruzzo del WWF. I saluti istituzionali saranno portati dal sottosegretario della Regione Abruzzo con delega per l’ambiente, Mario Mazzocca e dal presidente della Provincia, Antonio Di Marco.

Lo studio MedTrends analizza 10 settori economici marittimi chiave, illustrando e mappando il loro stato attuale e le tendenze future di sviluppo, fino al 2030: attualmente oltre il 20% del Mediterraneo è dato in concessione per l’industria petrolifera e del gas: per l’Italia le zone più interessate restano il medio e basso Adriatico, il Canale di Sicilia e la Sardegna occidentale. L’urbanizzazione costiera, che oggi già compromette gran parte del paesaggio mediterraneo, invaderà oltre 5 mila km di costa entro il 2025 e solo in Italia si rischia un consumo di suolo di 10 km all’anno.

A preoccupare il WWF è soprattutto la futura sovrapposizione e interazione tra le diverse attività economiche: i conflitti per lo spazio aumenteranno con svantaggi per tutti e con ulteriore danno per l’ambiente.

Una situazione assurda, aggravata in Abruzzo dagli incredibili ritardi accumulati per la perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, attesa da 15 anni: dalle non facili condizioni in cui è costretta a operare l’AMP “Torre del Cerrano”, unica area protetta marina della regione ai piani urbanistici e di gestione del litorale, lontanissimi dal concetto di consumo zero del territorio.