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‘Maiella e Morrone’, i lavoratori chiedono trasparenza. Domani nuovo sit-in

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Ottobre 2017 @ 19:45

Pescara. I lavoratori dell’azienda speciale Maiella e Morrone chiedono di “essere tempestivamente informati su tutte le questioni che ci riguardano, al fine di instaurare un rapporto trasparente e concreto fra istituzioni e dipendenti stessi”. La richiesta è contenuta in una lettera inviata alle istituzioni coinvolte, dopo la decisione del Consiglio regionale di costituire un gruppo di lavoro per individuare soluzioni ad hoc per garantire il futuro occupazionale.

Nella missiva, indirizzata al governatore Luciano D’Alfonso, all’assessore regionale alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, al commissario liquidatore della Comunità montana e ai sindaci dei Comuni dell’ambito di riferimento, i 63 dipendenti auspicano in particolare di “essere informati circa i tempi di costituzione del gruppo di lavoro; essere informati circa i componenti che formeranno tale gruppo ed i loro ruoli specifici e le loro competenze pregresse; che una delegazione di nostri rappresentanti possa partecipare agli incontri di tale gruppo o, in alternativa, che sia individuato un componente all’interno del gruppo stesso con il quale poterci rapportare in maniera diretta e continua”.

I lavoratori, che nelle ultime settimane hanno protestato più volte occupando simbolicamente i Comuni e manifestando davanti alla Regione Abruzzo, annunciano inoltre che per domani pomeriggio è previsto un nuovo presidio davanti alla Regione, a Pescara, “per sollecitare chi di competenza a trovare al più presto una soluzione definitiva che ci consenta di andare a lavorare con la certezza dello stipendio”.

“La Regione Abruzzo ha assunto degli impegni chiari nei confronti dei dipendenti dell’azienda Maiella Morrone, ovvero il pagamento immediato di tutte le indennità, in singole quote mensili, e non in un unico importo, per metà prosciugato in tasse. E poi il riassorbimento veloce delle 65 unità, attraverso la Asp di Pescara o appaltando i servizi a cooperative o con la costituzione di un’Unione dei Comuni. Oggi è trascorsa una settimana da quella decisione, approvata dall’intero Consiglio regionale, e non uno degli impegni è stato rispettato, tanto da spingere i dipendenti a un nuovo sit in di protesta, segno dell’inadeguatezza del governo regionale Pd, lontano dal territorio e dai cittadini, che vedono violati i propri diritti essenziali”. A dirlo è stato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri in riferimento alla nuova protesta annunciata dai dipendenti dell’azienda Maiella Morrone.

“Ormai siamo dinanzi a un ‘balletto’ sconfortante, oltre che desolante – ha commentato il Capogruppo Sospiri -: i dipendenti, ridotti alla disperazione, continuano a manifestare per rivendicare i propri diritti, primo fra tutti quello di essere pagati a fronte di un lavoro svolto. L’assessore delegato Sclocco e il Governatore D’Alfonso non perdono occasione per dire che ‘è tutto a posto, e che la crisi è risolta’, e non è così. Appena sette giorni fa, nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio regionale chiesta da Forza Italia, abbiamo avuto modo di ripercorrere le tappe essenziali che hanno determinato la grave crisi dell’azienda, ma soprattutto di approvare un documento che ha impegnato la giunta regionale ad adottare misure chiare almeno per dare garanzie ai 65 dipendenti, ossia procedere immediatamente al pagamento del debito maturato nei confronti dei lavoratori, disponendo anche delle risorse necessarie, e individuare soluzioni legali per il riassorbimento delle 65 unità in un nuovo soggetto gestore, ente privato o pubblico, come avviene per i restanti 34 ambiti, soluzioni che potevano e dovevano già essere individuate da mesi. La giunta D’Alfonso ha la possibilità di appaltare i servizi sociali a cooperative, o a un’unione di Comuni, o a un’azienda speciale consortile che possono tranquillamente riassorbire il personale di una società fallimentare; o ancora la giunta D’Alfonso ha la possibilità di far ricorso alla legge regionale 17 del 2011 di riforma delle ex Ipab, che consente agli Enti locali di sciogliere le proprie società e far confluire le relative attività nelle Asp, delegandole alla gestione dei servizi sociali. Il documento, predisposto e proposto da Forza Italia, discusso in aula, è stato approvato ma oggi di nuovo, a sette giorni di distanza, i dipendenti sono costretti a scendere in strada, perché non uno degli impegni è stato rispettato. Il pagamento delle prime cinque mensilità in un’unica soluzione ha sostanzialmente determinato la perdita di una indennità, bruciata in tasse; e soprattutto i lavoratori continuano a non sapere quale sarà il loro futuro, né è stato individuato o nominato il gruppo di lavoro che dovrebbe occuparsi ventiquattro ore su ventiquattro della vertenza, tanto che – ha ricordato il Capogruppo Sospiri – gli stessi dipendenti chiedono l’ammissione all’interno del presunto team dei propri rappresentanti, per poter effettivamente seguire l’iter del procedimento. Ovviamente noi siamo favorevoli alla presenza dei dipendenti nel gruppo di lavoro, ma soprattutto vogliamo sapere quali passi in avanti la Regione-Pd ha compiuto in merito alla crisi dell’azienda Maiella Morrone negli ultimi sette giorni”.

“I lavoratori dei servizi sociali della Comunità Montana Montagna dell’Aquila hanno percepito solo una settimana di stipendio negli ultimi 5 mesi pur continuando a lavorare per mantenere in piedi la rete di protezione sociale del territorio. Se, come sembra, la Comunità Montana dispone delle risorse necessarie per permettere alla Cooperativa Verdeaqua di saldare le spettanze con il personale non si capisce cosa stia producendo questa situazione, soprattutto in presenza di operatori stremati. Invito la Fp Cgil, che da sempre si è dimostrata attenta a questa vertenza, ad intervenire presso la Comunità Montana e presso la Cooperativa affinché in tempi rapidi si raggiunga un’intesa in grado di soddisfare le più che legittime pretese dei lavoratori. Spero che questa vicenda non si trasformi in un braccio di ferro tra l’ente e la Cooperativa a suon di carte bollate. Sarebbe la definitiva fine dei servizi sociali del nostro territorio montano”, ha commentato Goffredo Juchich, Segretario Comunale Prc L’Aquila.

 

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