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Pescara, Asl con il Ministero della Salute. Granchelli “Si al vaccino”

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 1:30

Pescara. Si avvicina l’inverno e tornano anche i vaccini influenzali, somministrati in tutta Italia a partire da ottobre e fino a dicembre 2015, insieme ad una campagna di diffusione promossa dal Ministero della Salute e sostenuta dall’Iss (Istituto superiore della Sanità).

Anche l’assessorato alla Regione Abruzzo, di concerto con l’Asl di Pescara dice si al vaccino; in particolare, Carla Granchelli, direttore medico del Servizio igiene, epidemologia e Sanità pubblica della Asl cittadina, con una nota stampa ha fatto sapere che “In riferimento alle continue comunicazioni inerenti l’inutilità delle vaccinazioni, intende fornire un contributo alla campagna di informazione per promuovere le vaccinazioni, che hanno mostrato di essere il più efficace intervento di prevenzione primaria che tutela la salute di tutti”.

Sono proprio i dati diffusi dall’Iss che mettono in evidenza il calo progressivo delle vaccinazioni, specie in età pediatrica: nel 2014 i bambini vaccinati per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B sono calati di oltre il 95% rispetto all’anno prima; cali di oltre l’86% rispetto al 2013 invece per i cosiddetti ‘vaccini raccomandati’, inerenti morbillo, parotite e rosolia.

Il motivo di questi cali è molto semplice e in buona parte riguarda la scarsità d’informazioni che i genitori ricevono riguardo alle vaccinazioni, in termini di composizione degli stessi vaccini (non esistono ‘vaccini singoli’, ossia prodotti con un solo agente patogeno; i vaccini sono il prodotto di un mix di virus, mescolati in una soluzione di acetone e formaldeide); eventuali effetti collaterali; obbligatorietà o meno.

Questa tesi, sostenuta dal pediatra pisano, Eugenio Serravalle, autore di testi sulla vaccinazione, è documentata con gli esiti dell’indagine Censis alla mano, presentata in Senato nell’ottobre 2014: dall’indagine in questione, emerge proprio il dato che solo il 5,6% dei genitori sa che le vaccinazioni obbligatorie per i propri figli, in Italia, sono quattro; più del 25% dei genitori invece ritiene erroneamente obbligatorie quelle vaccinazioni che sono invece raccomandate dall’Iss.

Oltre a questo, esiste la legge 210/92 e la legge 229/2005 sugli effetti collaterali da vaccinazione, nonché sugli obblighi ad informare i genitori su eventuali e possibili danni.

“Appare totalmente insensato parlare di vaccini obbligatori e vaccini raccomandati, come se l’obbligo fosse per adempiere ad un dovere nei confronti dello Stato e non per cogliere un’opportunità di salute per i propri figli e la collettività, protetti da gravi e pericolose malattie” ha affermato Granchelli, che ha specificato “la differenza tra obbligatori e raccomandati non sta certamente nella minore importanza o efficacia di questi ultimi, ma è dovuta unicamente all’introduzione degli stessi nel calendario vaccinale, in una epoca successiva nella quale si riteneva i cittadini sufficientemente informati e maturi per poter finalmente esprimere una efficace adesione spontanea e volontaria”.

Per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale 2015/2016 in corso di diffusione, sul sito del Ministero della Salute è possibile leggerne la composizione, riportata in questi termini: antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1)pdm09; antigene analogo al ceppo A/Switzerland/9715293/2013 (H3N2); antigene analogo al ceppo B/Phuket/3073/2013 (lineaggio B/Yamagata).

In sostanza, si tratta di tre agenti patogeni (in parole semplici, di tre virus) che rispettivamente sono: il virus della cosiddetta ‘influenza suina’ (A/H1N1), contenuto anche nel vaccino antinfluenzale dell’anno scorso; il virus dell’‘influenza cinese’ (A/H3N2), chiamata così perché ebbe la sua prima diffusione a Hong Kong, anche questo presente nel vaccino dell’anno scorso; la new entry del vaccino antinfluenzale di quest’anno, il virus B (lignaggio B/yamagata), quello che viene comunemente chiamato ‘influenza giapponese’.

Sembrerebbe dunque evidente che una persona che ha l’abitudine di valutare criticamente le proprie scelte (in questo caso, sottoporsi e far sottoporre o meno al vaccino) vorrebbe come prima cosa delle informazioni che abbiano la duplice caratteristica della correttezza scientifica da un lato e della loro chiarezza e comprensibilità dall’altro.

“Va ribadito che nessun farmaco ha un’efficacia del 100%, compresi i vaccini, ma va anche ricordato che la proporzione di soggetti, dopo un ciclo completo delle vacci¬nazioni del primo anno di vita che ha sviluppato una risposta immunitaria, supera il 95%” ha ricordato Granchelli, che in merito alle informazioni inerenti ai vaccini, ha esortato “Ricordiamo che decidere sulla base di informazioni trovate nei forum e nei commenti on-line di non addetti ai lavori è pericoloso per la salute dei nostri figli e della collettività intera. E’ invece di grande utilità consultare per una corretta informazione i seguenti siti: www.salute.gov.it (è possibile arrivare alla pagina dedicata alle vaccinazioni seguendo il percorso: temi e professioni>prevenzione>malattie infettive e vaccinazioni); www.epicentro.iss.it Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (è possibile arrivare alla pagina dedicata alle vaccinazioni attraverso l’area malattie infettive).

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