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Pescara, sgombero del mercatino: tanti si oppongono. Forza Nuova pronta a intervenire

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 6:12

Pescara. Tiene banco la polemica sullo sgombero delle bancarelle gestite dai senegalesi nel mercato, definito abusivo dal Sindaco, nell’area di risulta. Dopo l’ordinanza dello smantellamento, che domani sera farà procedere allo “sfratto”, i circa 300 africani chiedono a gran voce una nuova destinazione.

“Noi da qui possiamo anche spostarci, ma prima di andare via vogliamo sapere dove poter andare. Il Comune gestisce tutti i mercati, perché non può gestire anche questo?”, affermano i senegalesi del mercatino. “E’ inaudito che gli ambulanti dell’area di risulta chiedano un’alternativa al Comune”, reagisce Marco Forconi, coordinatore regionale di Forza Nuova, “e mi chiedo con quale faccia tosta alcuni cittadini reclamino privilegi rispetto a chi paga regolarmente affitti commerciali e tasse, fra cui quelle locali”. “Non è una questione etnica”, ribadisce l’esponente di estrema destra, “se fossero stati anche milanesi, napoletani, siciliani o tedeschi, il nostro disappunto sarebbe stato medesimo. Sappiamo che ci sono una dozzina di esercenti con regolari requisiti di licenza: possono chiedere la ricollocazione della propria attività nei mercati settimanali e rionali o, se lo desiderano, trovarsi un locale sfitto e sottoscrivere un normale contratto di locazione, secondo i termini previsti dalla legge”. Dalle parole, Forza Nuova potrebbe passare ai fatti: “Siamo un movimento politico fondato e sorretto sulla coerenza e sulla legalità e non tollererà soluzioni differenti da quelle ordinarie”, avverte Forconi, “Non intendiamo e non desideriamo assolutamente sostituirci alle forze di polizia ma siamo pronti a scendere in piazza con tutti gli italiani che, da sempre, hanno espresso il proprio diniego verso un’area urbana sfuggita al controllo diretto dello Stato per quasi vent’anni”.”

“Lo sgombero del mercatino dei senegalesi non è giusto se prima non si trova una soluzione alternativa che consenta agli ambulanti di continuare a vivere del loro commercio”, ribatte invece il deputato Sel Gianni Melilla, che con i suoi consiglieri comunali ha chiesto una riunione per domani mattina tra il Sindaco, la Giunta, i consiglieri e la comunità senegalese per studiare una soluzione. “E’ naturale che una amministrazione di centrosinistra debba risolvere questo problema con umanità e rispetto della legge”, aggiunge Melilla, “Lo facemmo anche alcuni anni fa con la precedente Giunta di centrosinistra quando fu individuata l’attuale mercatino per superare una situazione precaria,confusa e non decorosa per tutti, dai cittadini agli ambulanti”. 

Critico nei confronti di Alessandrini, oltre al partito della maggioranza di centrosinistra, anche il sindacato Uil che in una nota afferma:”La comunita’ senegalese a Pescara è complessivamente la più pacifica della città, una presenza amichevole e civile. Il mercatino e’ sorto a suo tempo non solo per scelta degli interessati, ma anche su sollecitazione di esponenti amministrativi e politici che intendevano così regolare e ridurre l’abusivismo commerciale. Il mercatino attuale non e’ una soluzione, privo com’è di servizi igienici, e presenta irregolarità da sanare. Il mercatino attuale – osserva quindi la Uil – non è però un’emergenza che si sia manifestata all’improvviso”. Il sindacato, infine, “auspica che il Comune sappia affrontare il problema senza forzature, individuando una soluzione alternativa all’attuale mercatino, con buon senso e capacita’ di dialogo, adeguata dal punto di vista delle regole e dell’igiene”

“ALESSANDRINI CARICATURA DI SALVINI”

“Non me lo aspettavo da una persona della cultura e della storia di Alessandrini. I problemi si affrontano con civiltà e intelligenza, i senegalesi sono qui perché ce li ha messi il Comune. Già il Pd è una caricatura di Forza Italia, ma che Alessandrini voglia trasformarsi nella caricatura di Salvini non gli fa onore. E’ assurdo che il Comune invece di andare avanti regredisca”. Così l’esponente di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, stamattina durante una conferenza stampa tra le bancarelle prossime allo sgombero. Acerbo si è chiesto se i senegalesi stiano “diventando il capro espiatorio di tutto ciò che non va in città. Abbiamo la più alta densità di centri commerciali, uno è perfino nella zona di esondazione del fiume – ha detto – e ci vogliono far credere che sono i senegalesi a mandare in crisi il commercio? Credo che, siccome le amministrazioni hanno difficoltà a governare, se la prendono con i senegalesi per ottenere dei consensi, perché è molto facile venire qui con le forze dell’ordine”. “Prima di dire che devono andare via dovrebbero provvedere ad individuare una collocazione alternativa. In passato i senegalesi andavano in giro a vendere su tutte le strade e fu il Comune a dire loro di andare nell’area di risulta. Se questa zona è desolata – ha aggiunto – non è certo colpa loro, non è colpa dei senegalesi se Ferrovie ha deciso di chiudere la stazione di notte e i senzatetto ora dormono fuori. Una guerra tra poveri non ha senso”. “Il Comune ha il compito di organizzare i mercati in maniera civile. Questa è una strategia per catturare i voti degli elettori di Salvini. Mi sembra tutto ridicolo, spero che il sindaco ci ripensi e faccia ciò che c’è da fare. Perfino il centrodestra aveva deciso di trovare soluzioni alternative”, ha concluso Acerbo.

“Giusto lo sgombero coattivo dei 300 senegalesi presenti nell’area della stazione di Pescara, ma si dovevano prevedere soluzioni alternative per chi risulta in regola. Il sindaco Alessandrini si ricorda solo ora di non favorire il commercio illegale, ma non predispone spazi per i senegalesi onesti discriminati che sono in regola con la licenza”. Lo afferma Donato Fioriti, presidente regionale e membro della giunta nazionale dell’associazione consumatori “Contribuenti Italiani”.  “E’ incredibile – sottolinea Fioriti – anche quando Alessandrini riesce a compiere atti condivisibili, utilizza un ‘modus operandi’ deficitario ed ingiusto verso i contribuenti senegalesi onesti che svolgono correttamente la loro attività. Il buon senso, purtroppo, sta diventando una merce rara. A questo proposito, consiglierei ai senegalesi di non prestarsi a strumentalizzazioni di parte politica rispetto a questa vicenda, fornirebbero un pessimo servizio ai commercianti senegalesi onesti”. “Infine – conclude Fioriti- mi auguro che non avvenga, come non di rado accade in Italia, che le forze dell’ordine che assolvono ai propri doveri e nello specifico dovranno compiere operativamente l’ordinanza siano dileggiate e offese. In quel caso, sappiano da ora, che non faremo mancare il nostro appoggio, tanto legale quanto numerico, scendendo in piazza al loro fianco unitamente al coordinamento del Coordinamento italiano impresa sociale Abruzzo”.

 

CONFESERCENTI: REGOLE PER TUTTI

“La nostra associazione è storicamente lontana dagli estremismi populisti e intolleranti, e per questo diciamo che è impensabile che una città commerciale possa avere come biglietto da visita un mercato abusivo di merce contraffatta”. Lo affermano il presidente di Confesercenti Raffaele Fava ed il direttore Gianni Taucci. “Comprendiamo lo spaesamento della comunità senegalese – spiegano Fava e Taucci – e ci mettiamo a disposizione per individuare soluzioni alternative, partecipate e condivise. Bisogna lavorare subito ad attrezzare un’area riconosciuta nella quale possano operare ambulanti in regola anche per evitare che gli stessi ambulanti si riversino lungo i marciapiedi come negli anni passati. Ora – concludono Fava e Taucci – crediamo sia necessario lavorare di concerto con gli altri Comuni metropolitani e soprattutto evitare qualunque dimostrazione eccessiva di forza che, comunque, non farebbe bene all’immagine di Pescara ed allo spirito di accoglienza che l’ha sempre contraddistinta”.

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