Pescara, fogna in mare: “Analisi sull’escherichia coli nascoste” GUARDA I DATI

Pescara. Sempre più accesa la polemica sul mare inquinato a seguito della rottura della condotta fognaria in via Raiale. Pescara Mi Piace accusa: “L’Arta ha fatto i prelievi ma i risultati sono stati tenuti nascosti”:

“Sul ‘caso’ balneazione a Pescara la situazione è ancora più grave del previsto: dopo la rottura della condotta di via Raiale, l’Arta ha effettivamente effettuato analisi suppletive per verificare gli effetti dell’incidente sulla qualità del mare, i risultati sono stati drammaticamente negativi, ma si è deciso di non divulgare quei valori, di non dirlo alla cittadinanza che, come previsto, per tre giorni e oltre, ha continuato a fare il bagno nei liquami, tra le feci”. E’ la pesante accusa di Berardino Fiorilli, promotore di Pescara Mi Piace, sull’onda della polemica già intrapresa con l’Agenzia regionale di tutela ambientale e l’amministrazione Comunale.

“Un comportamento che non esito a definire criminale da parte di quelle Istituzioni che hanno deciso sistematicamente di tenere segreto quel dato”, rimarca Fiorilli, “mentre, nel frattempo, in città si moltiplicavano i casi di bambini e adulti colpiti da violente gastroenteriti e problemi dermatologici, costretti a ricorrere alle cure dell’ospedale civile, dopo una giornata al mare”.

Basta, però, consultare i dati riportati sul sito internet dell’Arta per leggere che già il 21 luglio l’acqua del mare davanti a via Balilla superava i limiti di inquinamento consentiti, quando un prelievo di routine ha misurato 1013 MPN di escherichia coli su 100 millilitri d’acqua marina. Mentre il 29 luglio, e la condotta fognaria di via Raiale si era rotta il 28, sversando direttamente nell’Adriatico, un’indagine “supplettiva” è andata a registrare ben 2005 unità di batteri fecali su 100 millilitri.

“Il sindaco Alessandrini, primo garante della salute pubblica, ha la responsabilità di dire la verità ai cittadini, rendendo pubblici i dati inerenti la balneazione e facendo installare i cartelli obbligatori per impedire i bagni nei punti inquinati, senza ulteriori tentennamenti”, prosegue l’avvocato Fiorilli, “mentre solo giovedì 30 luglio il Comune ha ufficializzato la notizia, ma nel frattempo per tre giorni centinaia di bagnanti si sono fatti il bagno in quel mare in cui si stavano riversando migliaia di metri cubi di liquami, e, strana coincidenza, nell’ultima settimana si sono moltiplicate le segnalazioni di bambini affetti da gastroenterite dopo una giornata al mare”.

Pesanti proteste anche nei confronti dell’Arta: “Quando abbiamo ha chiesto di effettuare delle verifiche”, ricorda Fiorilli, “l’Agenzia ha replicato che le analisi si possono fare solo sulla base del calendario fissato dalla Regione Abruzzo, quindi non è possibile intervenire in maniera straordinaria solo perché c’è stato uno sversamento di liquami. Ma poi, smentendo il proprio comunicato ufficiale, le analisi suppletive di verifica l’Arta le ha fatte mercoledì 29 luglio, e i risultati sono stati drammatici, registrando addirittura livelli di colifecali pari a 2mila microgrammi per ogni metro cubo d’acqua, ovvero quattro volte superiori ai limiti di legge”.

“Lo scorso 28 luglio, alle ore 22,30 l’Aca ci ha comunicato la rottura della condotta fognante di via Raiale con relativo sversamento nel fiume di Pescara”, replica perentorio l’assessore al Demanio Del Vecchio, che aveva revocato il divieto di balneabilità in via Balilla il 15 luglio. “Nella stessa giornata del 29”, prosegue, “in mattinata l’Arta ha proceduto al previsto campionamento, distanza dunque di poche ore dal verificarsi dello sversamento citato. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’Aca ci ha comunicato la riparazione del guasto. Sicuramente il dato negativo è stato mitigato nelle ore successive per effetto degli accorgimenti posti in essere dall’Aca per contrastare il carico batteriologico, come da normale procedura in casi simili. Il rapporto dell’Arta è pervenuto al Comune di Pescara nella giornata di venerdì 31, il giorno successivo, siamo al 1 agosto, dunque a 3 giorni dalla rottura, l’Arta ha proceduto ad un ulteriore prelievo da sottoporre ad analisi per capire come evolveva la situazione. Il dato del primo agosto è pervenuto oggi all’Amministrazione e l’esito afferma l’assoluta conformità delle acque alla balneazione e i valori riscontrati risultano molto al di sotto della norma”.