Avezzano, post contro il Papa: assessore De Cesare finisce nella bufera

Avezzano. Bufera sull’amministrazione comunale di Avezzano, con il sindaco Giovanni Di Pangrazio alla guida di una coalizione civica con pezzi di centrodestra e centrosinistra, per un post su Facebook contro Papa Francesco pubblicato a Natale dal neo assessore comunale Lorenzo De Cesare.

 

Nell’ambito di un breve discorso sulle religioni De Cesare definisce il Papa “uomo piccolo, piccolo”, probabilmente perché non difende sufficientemente la Cristianità rispetto agli altri credo. L’opposizione di centrodestra in Consiglio e la Sinistra hanno attaccato con durezza l’assessore chiedendone le dimissioni. Il sindaco è sceso in campo a difesa del Papa chiedendo all’assessore di scusarsi, altrimenti sarebbe stato allontanato. De Cesare in un nota ha presentato scuse alla Curia e al sindaco, ma non al Papa.

 

A nome della minoranza è intervenuto con una nota, a nome di Fdi, Lega, Udc e ‘Idea Cambiamo’, il dirigente Roberto Alfatti Appetiti, uomo vicino al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio (Fdi). Il centrodestra di Avezzano, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc e Idea Cambiamo, “condannano fortemente le parole ingiuriose espresse nei confronti del Santo Padre e della Chiesa Cattolica, peraltro nel giorno del Santo Natale, dall’assessore De Cesare che in tale veste rappresenta tutti i cittadini. Si tratta di parole irriferibili e blasfeme, che peraltro hanno ottenuto apprezzamento anche da un componente dello staff del sindaco Di Pangrazio.

 

Come forze politiche chiediamo, come atto di responsabilità, al neo assessore di rassegnare le dimissioni. In caso contrario, chiediamo al sindaco l’immediata revoca dall’incarico in Giunta dell’assessore, senza se e senza ma, e una ferma e inequivoca presa di distanza da parte del primo cittadino e della maggioranza”. Anche la Sinistra con il gruppo “Avezzano Bene Comune” ha chiesto le dimissioni definendo non sufficienti le scuse: “quanto scritto dal neo assessore De Cesare ci vede profondamente distanti, tanto nella forma quanto nella sostanza. Non possiamo non ritenere insufficienti le scuse: ne chiediamo, inevitabilmente, le dimissioni”.