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L’Aquila, che fine hanno fatto i fondi promessi dall’ex Ministro Meloni? Il Comune chiede chiarezza

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 16:22

giorgia_meloni_2L’Aquila. “Che fine hanno fatto i fondi Meloni per l’Aquila?”. E’ stata questa la domanda fulcro della conferenza stampa,tenutasi nella sede del Comune a cui hanno presenziato l’assessore alle Politiche Sociali e Giovanili Stefania Pezzopane, l’assessore alla Ricostruzione dei beni artistici Vladimiro Placidi e il presidente dell’Ordine degli architetti Gian Lorenzo Conti.

“La conferenza” hanno affermato gli assessori comunali “vuole essere un appello al nuovo Ministro Andrea Riccardi, responsabile per le politiche giovanili, e alla Regione Abruzzo per avere risposte in merito ad un progetto che si trascina da tempo”.

L’assessore Pezzopane ha ricostruito la vicenda della proposta di stanziamento dei fondi fino all’attuale situazione di stallo: all’indomani del terremoto, l’ex Ministro della Gioventù Giorgia Meloni stanziò 2 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di progetti e iniziative in favore dei giovani residenti nell’area del cratere e la Regione decise di istituire una fondazione che si sarebbe chiamata “Giovani per L’Abruzzo”.

Il Consiglio regionale, su proposta del Comune, decise di abbandonare l’idea della fondazione, in modo da poter usufruire in tempi rapidi dei fondi offerti e affidò le operazioni di confronto all’assessore Paolo Gatti, il quale chiese la presentazione di progetti definitivi. Il Comune, memore di un precedente progetto di riqualificazione urbana dell’ex-mattatoio e dell’area limitrofa, propose la realizzazione di un centro polifunzionale sede di attività culturali, mostre e laboratori.

“L’area è quella storica della Rivera” ha spiegato Placidi “vi gravitano la Fontana delle 99 Cannelle, la Chiesa di San Vito. L’ex mattatoio sarà, già a partire dagli inizi del prossimo anno, di un progetto che lo vedrà come sede ospitante del Museo Nazionale d’Abruzzo. La nostra intenzione era quella di costituire un nuovo polo culturale”.

L’ultima riunione indetta da Gatti si è tenuta il 15 maggio e vi partecipò anche il direttore generale del Ministero della Gioventù, Andrea Sergio Fantoma, che avanzò la proposta di utilizzare i fondi Meloni per il restauro delle stazioni lungo l’asse L’Aquila – Sulmona.

“Oltre al fatto che i caselli ferroviari dovrebbero essere assicurati da fondi provenienti da altri enti di competenza” ha aggiunto la Pezzopane “esprimemmo il nostro parere sfavorevole al progetto, che non era adeguato al bisogno dei nostri giovani di avere un luogo di aggregazione in città”. “Ci dissero che avrebbero vagliato il nostro progetto e che ci avrebbero ricontattato entro 15 giorni. Dopo 7 mesi non abbiamo avuto comunicazioni, nonostante il sindaco Massimo Cialente abbia più volte richiesto per iscritto delucidazioni in proposito senza ottenere alcuna riposta”.

Il progetto presentato dal Comune è stato scelto tramite un concorso di progettazione per la realizzazione di una struttura polivalente nell’area dell’ex mattatoio, indetto dall’ordine degli architetti e degli ingegneri l’anno scorso: il progetto vincitore è stato scelto per criteri di costi contenuti per la realizzazione, per i tempi brevi di realizzazione e per l’adesione ai moderni parametri di ecocompatibilità e risparmio energetico.

“Si tratta di un progetto innovativo, una struttura moderna destinata ad accogliere quelle mostre e quegli eventi culturali che la città attualmente non riesce ad ospitare per mancanza di spazi dedicati a tali scopi. Il Comune è proprietario di un progetto regalatoci completamente dall’ordine degli Architetti e degli Ingegneri: non ci è costato nulla!”.

Si è dichiarato deluso Gian Lorenzo Conti, presidente dell’Ordine degli architetti, che ha evidenziato la qualità dei progetti presentati in concorso, la presenza di architetti di fama mondiale e le risorse economiche stanziate per la progettazione. “Rischiamo una perdita di credibilità agli occhi del Paese” ha detto. “Il nostro è stato un lavoro di volontariato in cui abbiamo impiegato energie e risorse”.

“Vogliamo sapere che fine hanno fatto i soldi che ci hanno promesso e motivazioni plausibili per il mancato finanziamento del progetto” ha concluso Placidi, dichiarandosi stanco del fatto che il Comune venga continuamente accusato di non avere progetti definiti di ricostruzione e della mancanza di trasparenza da parte della Regione.

 

Elisa Giandomenico

 

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